È incredibile quanto sia enorme la diversità di rendimento investendo 12.000 euro in un titolo di Stato e in un Buono Postale 4×3

Sono moltissimi i risparmiatori che hanno della liquidità sul conto corrente e non la impiegano. O perché non ci pensano oppure perché non sanno dove investirla. Le statistiche di Banca d’Italia ci dicono che la giacenza media sul conto corrente è di circa 17.000 euro. Come più volte gli Esperti di ProiezionidiBorsa hanno scritto in vari articoli, è consigliabile mantenere sul conto corrente una cifra inferiore ai 5.000 euro. Questo per evitare di pagare il bollo annuale. La cifra eccedente, immaginiamo quindi 12.000 euro, si dovrebbe investire, ma dove? In questo articolo mettiamo a confronto due strumenti ugualmente sicuri. Scopriremo che è incredibile quanto sia enorme la diversità di rendimento investendo 12.000 euro in un titolo di Stato e in un Buono Postale 4×3.

Abbiamo messo a confronto un BTP con scadenza nel 2033 e un Buono Postale 4×3. Entrambi gli strumenti hanno una durata di 12 anni, ma i soldi possono essere disinvestiti in qualsiasi momento senza penali. Naturalmente il rendimento cambia a seconda del tempo di detenzione. Vedremo più avanti nell’articolo in che modo un disinvestimento anticipato influisce sul guadagno finale.

Entrambi sono investimenti molto sicuri. Lo Stato italiano è garante del BTP. Cassa Depositi e Prestiti (e quindi il Ministero del Tesoro) si fa garante del Buono Postale. Questa particolarità permette ad entrambi di avere una fiscalità agevolata. Infatti sia il Buono Postale che il titolo di Stato, hanno una tassazione alla fonte del 12,5%.

È incredibile quanto sia enorme la diversità di rendimento investendo 12.000 euro in un titolo di Stato e in un Buono Postale 4×3

Fatta questa doverosa premessa sulle caratteristiche comuni dei due strumenti d’investimento, calcoliamo il loro rendimento su 12 anni. Inoltre scopriamo cosa accade se si disinveste il capitale prima della scadenza. Partiamo dal Buono Postale 4×3. Il nome del buono deriva dal rendimento che matura ogni 3 anni.

Quindi si avrà il primo accredito di rendimento dopo 3 anni, il secondo dopo 6 anni, ecc. Se si disinveste prima dei 3 anni, non si ha diritto a nessun rendimento. Si riprende il capitale investito. Se si disinveste dopo 6 anni, si prende il capitale maturato al sesto anno, ecc. A scadenza dei 12 anni, il rendimento netto, quindi già detassato, sarà di 647 euro. Pari a circa il 5,3% totale dell’investimento.

Adesso vediamo quanto renderebbe investire in un titolo di Stato. Il BTP scadenza nel settembre 2033 (Isin: IT0005240350), ha una durata residua di 12 anni. Al momento dell’analisi il suo prezzo è di 115,4 centesimi. Ogni anno offre una cedola del 2,45% lorda. A scadenza il suo rendimento netto totale sarà dell’11,1%, oltre il doppio del Buono Postale. Ma per il BTP non è possibile stabilire a priori quanto sarà il rendimento disinvestendo prima della scadenza. Infatti per calcolare il rendimento al momento della vendita occorre conoscere il prezzo di cessione sul mercato.

Approfondimento

Con una giacenza tra 5.000 e 10.000 euro sul conto corrente il rischio è commettere questo sbaglio che costerebbe molto caro

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