Detrazione spese sanitarie, come si calcola e quale rimborso si ottiene?

Le spese sanitarie permettono di ottenere una detrazione IRPEF del 19% sull’importo eccedente la franchigia minima. In un precedente articolo abbiamo esaminato quali sono le spese sanitarie che si possono detrarre e quali informazioni deve contenere lo scontrino fiscale. Parliamo adesso invece di detrazione spese sanitarie, come si calcola e quale rimborso si ottiene?

ProiezionidiBorsa TV

Detrazione IRPEF del 19% e franchigia minima

Forse non tutti sanno ma è possibile applicare la detrazione IRPEF del 19% sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro. Il totale delle spese sanitarie e le prestazione mediche, possono beneficiare della detrazione del 19%. In effetti, spetta la parte superiore al valore della franchigia fissata dalla normativa fiscale vigente a 129,11 euro.

OFFERTA SPECIALE - SOLO OGGI
Acquista lo smartwatch XW 6.0 con il 70% di sconto

Scopri ora l'offerta

Smartwatch

Quando si parla di detrazione spese sanitarie, come si calcola e quale rimborso si ottiene? Il calcolo è molto semplice, ma proponiamo un esempio pratico per meglio comprendere il suo ambito di applicazione.

Detrazione spese sanitarie, come si calcola e quale rimborso si ottiene? Esempio pratico

Un contribuente sostiene spese sanitarie per 1.500 euro in un anno (per sé stesso o per un familiare fiscalmente a carico).

Il calcolo della detrazione che spetta al contribuente è così conteggiato :

a) totale delle spese 1.500 euro – franchigia minima di 129,11 euro = 1.370,89 euro.

Sul valore di 1.370,89 euro è calcolata la detrazione del 19%, quindi:

a) euro 1.370,89 x 19% = 260,47 euro.

Il contribuente può considerare nella dichiarazione dei redditi annuale (730 o Redditi) un valore di 260,47 euro.

Se l’importo di spese sanitarie sostenuto non supera la franchigia di 129,11 euro, il contribuente non ha diritto alla detrazione.

Questa detrazione andrà a confluire nel prospetto di liquidazione delle imposte; invece, se il contribuente non ha debiti da compensare questo importo andrà a credito. Sarà rimborsato in busta paga dal datore di lavoro, se lavoratore dipendente oppure, se pensionato dall’INPS, riceverà l’importo unitamente alla pensione. Invece, coloro che non hanno il sostituto d’imposta riceveranno direttamente l’accredito dall’Agenzia delle Entrate.

Nel caso di dichiarazione congiunta il prospetto di liquidazione tiene conto della liquidazione delle imposte di entrambe i coniugi.

Non tutte le spese sanitarie sono detraibili con pagamenti elettronici

Ma la domanda su detrazione spese sanitarie, come si calcola e quale rimborso si ottiene, deve ancora trovare risposta per un altro caso. Infatti abbiamo esaminato con un esempio pratico come calcolare la detrazione spettante.

Bisogna considerare un altro aspetto, quello che riguarda la detraibilità delle prestazioni sanitarie in base al pagamento. Infatti, sono detraibili solo se i pagamenti sono effettuati con sistemi elettronici (bancomat, carte di debito o credito, bonifici, ecc.). Da ricordare che ci sono spese sanitarie che è possibile pagare anche in contanti.

Nello specifico rientrano le prestazioni sanitarie rese da strutture private accreditate al SSN e da strutture pubbliche. Inoltre, si possono pagare in contanti gli acquisti di dispositivi medici e medicinali, quali:

a) medicinali omeopatici, farmaci, farmaci da banco e automedicazione;

b) occhiali da vista e lenti a contatto;

c) cerotti, garze e bende;

d) termometri;

e) apparecchi acustici;

f) siringhe;

g) apparecchi aerosol;

h) apparecchi per la misurazione della pressione;

i) prodotti ortopedici: cavigliere, fasce, tutori, materassi ortopedici, eccetera;

j) ausili per disabili;

k) protesi;

l) test di gravidanza e ovulazione;

m) dispositivi protettivi.

Consigliati per te