Cosa succede se non si pagano i contributi INPS, rischi e conseguenze

I lavoratori dipendenti non corrono il rischio di non pagare i contributi INPS obbligatori. Il versamento è un obbligo del datore di lavoro che, in caso di omissione, rischia severe sanzioni.  Ma i lavoratori autonomi devono provvedere al versamento per se stessi e, in caso di omissioni, la responsabilità è solo loro. E le conseguenze non si hanno solo sul calcolo della pensione. Vediamo cosa succede se non si pagano i contributi INPS obbligatori e quali rischi si corrono.

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Il versamento contributivo è obbligatorio per tutti i lavoratori

Anche se, magari, durante la vita lavorativa non ci si dà troppo peso, è da considerare che i contributi INPS vanno a costituire la futura pensione. Prima o poi, quindi, si andrà a raccogliere il frutto di quanto versato e potrebbe essere importante aver maturato il massimo possibile.

Può capitare, in ogni caso, che per dimenticanza o per una difficoltà economica si ometta qualche versamento. Ed in questo caso, oltre all’omesso versamento si rischiano anche delle sanzioni. Quello che bisogna considerare, infatti, è che l’INPS è molto attento alla contribuzione che si versa. E l’omissione di pagamenti viene quasi sempre individuata.

Che si rischi si corrono con l’omissione?

Come dicevamo, l’INPS individua sempre gli omessi versamenti dei contributi e questo oltre ad avere effetti nefasti sulle pensioni, fa scattare anche sanzioni economiche. La notifica di pagamento che l’INPS invia al lavoratore che non ha versato i contributi, infatti, oltre all’omissione contiene anche gli interessi e le sanzioni.

E anche se gli interessi che si maturano in pochi anni sono abbastanza bassi, lo stesso non può dirsi della sanzione. Quest’ultima, infatti, è strettamente correlata con l’importo non versato. Se non si provvede al pagamento con la notifica dell’INPS, in ogni caso, segue l’invio di una cartella esattoriale. Quest’ultima comporta l’iscrizione a ruolo.

Cosa succede se non si pagano i contributi INPS, rischi e conseguenze

Il consiglio, in questo caso è quello di non arrivare mai all’emissione della cartella esattoriale. È bene ricordare, infatti, che se si versa in un momento di difficoltà economica si può richiedere anche il pagamento rateale dei contributi dovuto.

Agendo prima della notifica della cartella esattoriale, infatti, si può richiedere una dilazione del pagamento. L’INPS concede, infatti, di pagare i contributi arretrati anche con una rateizzazione fino a 20 mesi per importi che superano i 5.000 euro. Per importi inferiori a questo importo, invece, la rateizzazione è possibile fino ad un massimo di 6 rate. Ma è da ricordare che se si decide per il pagamento rateale sullo stesso peseranno anche interessi aggiuntivi.

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