I contributi pensione omessi dal datore di lavoro si possono recuperare

Consultare periodicamente l’estratto contributivo INPS aiuta certamente ad arrivare preparati alla pensione. In questo modo, infatti, il lavoratore si può rendere conto in tempi brevi se il datore di lavoro non versa i contributi. Scoprirlo al momento di andare in pensione, infatti, potrebbe non solo ritardare la quiescenza, ma rappresentare un’amara sorpresa. Molto spesso i lavoratori non contano i reali contributi versati ma piuttosto gli anni che hanno lavorato. E scoprire che, per un periodo la contribuzione è stata omessa potrebbe far perdere il treno della pensione anticipata. Andiamo a vedere come recuperare i contributi pensione omessi dal datore di lavoro.

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Contributi non versati, i danni sono molti

Ma il danno che il lavoratore può subire non è solo per l’accesso alla pensione. Potrebbe verificarsi anche un danno di natura economica piuttosto pesante, infatti. Immaginiamo un dipendente che ha lavorato per almeno 18 anni prima del 1996. Avrebbe diritto al calcolo retributivo per i contributi versati fino al termine del 2011. Un grossissimo vantaggio dal punto di vista dell’ammontare della pensione.

Ma se un vecchio datore di lavoro ha omesso il versamento di alcuni contributi proprio nel periodo ante 1996, potrebbe far perdere questa possibilità. E far ricadere il proprio dipendente nel sistema contributivo a partire dal 1996. I contributi omessi dal datore di lavoro, anche se rappresentano un grosso handicap, possono essere recuperati. E chi ha omesso la contribuzione può essere soggetto anche a pesanti sanzioni.

Come si recuperano i contributi non prescritti?

Se dall’omesso versamento non sono trascorsi 5 anni, i contributi non versati non sono prescritti. E possono essere recuperati. Magari costringendo l’azienda a versare i contributi mancanti. In questo caso si può ricorrere anche all’aiuto di un legale e solo richiedere il versamento di quanto omesso, tra l’altro, interrompe la prescrizione.

Diventa più difficile, invece, andare a recuperare quei contributi che, decorsi i 5 anni da quando dovevano essere versati, sono prescritti. L’unico modo per recuperare la contribuzione non versata è con la costituzione di una rendita vitalizia.

I contributi pensione omessi dal datore di lavoro si possono recuperare

Chiedere la costituzione di una rendita vitalizia è oneroso, rappresenta una sorta di riscatto dei contributi non versati. A richiederla può essere lo stesso lavoratore, in qualsiasi momento, anche dopo il pensionamento. Ma può essere fatta anche dallo stesso datore di lavoro che ha omesso i versamenti per sanare la mancanza. Infine, può essere richiesta anche dagli eredi del lavoratore venuto a mancare.

Questa tipologia di riscatto si rivolge solo ai contributi che non possono più essere recuperati perché prescritti. In sede di domanda, in ogni caso, è necessario dimostrare che si trattava di contribuzione spettante al lavoratore. Che dovrà produrre tutta la documentazione del caso per dimostrare l’esistenza del rapporto di lavoro per il periodo scoperto da versamenti. Buste paga, libretti di lavoro, contratti di assunzione, ma anche i libri matricola possono servire allo scopo.

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