Cosa accade al TFR in caso di dimissioni o licenziamento

Il TFR è un istituto tipico del diritto del lavoro italiano. Quando si va in pensione si riscuote una somma di denaro che può servire per assicurarsi una serena vecchiaia o realizzare un desiderio. Oggigiorno il TFR può anche essere un paracadute in caso di dimissioni o licenziamento. Può infatti servire per aprire un’attività in proprio se si perde il posto fisso.

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Ma cosa accade al TFR in caso di dimissioni o licenziamento? Il lavoratore ha diritto a quella somma anche se non è arrivato alla pensione? Certamente si. Infatti il datore di lavoro è obbligato ad accantonare quella somma mese per mese nell’interesse del dipendente.

Praticamente è una parte della retribuzione che non viene corrisposta al lavoratore direttamente in busta paga. Gli verrà corrisposta tutta insieme in un momento successivo. Dal momento che si tratta di una parte della retribuzione è evidente che debba essergli consegnata, indipendentemente dal motivo per cui termina il rapporto di lavoro.

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Cosa accade al TFR in caso di dimissioni o licenziamento

Quindi il TFR spetta in caso di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo. Spetta anche per dimissioni volontarie o per giusta causa. Spetta, infine, anche per risoluzione consensuale del rapporto lavorativo.

La somma accantonata deve essere versata al lavoratore nel momento in cui il rapporto di lavoro cessa. Ovviamente la somma deve essere conteggiata con precisione.

Infatti il TFR è costituito così: per ogni anno di lavoro si accantona una somma pari alla retribuzione annuale divisa per 13,5. Se il rapporto di lavoro si interrompe nel corso dell’anno si calcolerà proporzionalmente la quota da accantonare. Verrà, infatti, decurtata la parte relativa ai mesi non lavorati. Se il dipendente lavora, nell’ultimo mese, per almeno quindici giorni deve essere calcolato il mese intero.

Per consentire di effettuare i conteggi con calma i contratti collettivi spesso prevedono che il TFR possa essere liquidato dopo trenta o sessanta giorni dalla fine del rapporto.

Se dopo il termine previsto il contratto il TFR non viene ancora liquidato il lavoratore potrà attivarsi. Si tratterà di fare causa al datore di lavoro per ottenere coattivamente quanto dovuto.

 

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