Conviene sempre investire in ETF? Quali sono gli svantaggi?

Conviene sempre investire in ETF? Quali sono gli svantaggi? Esistono gli strumenti finanziari perfetti? Vediamo. La nostra ventennale esperienza ci dice che non è possibile averne di perfetti al 100%. Soprattutto per il risparmiatore. Ed il motivo è presto detto. L’investitore/risparmiatore è l’ultimo anello della catena. E’ il più indispensabile perché senza i suoi soldi non accade niente, non ci sono investimenti. Ma è anche il più ignorante. Quello che può essere più “raggirato”. Quello a cui si può dare il contentino di un guadagno. E della cui buona fede da ignorante, cioè da colui che non sa, ci si può approfittare per guadagnare. Perché, dopo il contentino del guadagno a cui si è appena accennato, il resto della performance può essere magari incamerato dal gestore.

Ogni strumento finanziario ha i suoi lati oscuri. E questi lati oscuri sono certamente presenti nell’industria del risparmio gestito. Che ha costi elevati che sono, nel bene e nel male, sostenuti tutti dal cliente. Anche gli strumenti più popolari del periodo, gli ETF, non sfuggono a questa “dark side”, purtroppo. Sono ancora minoritari come utilizzo rispetto ai fondi. Ma chi non vive sulla luna e si interessa di investimenti ha certamente colto il loro vento favorevole rispetto alla concorrenza dei fondi. Ed il motivo è presto detto. Costano meno. A volte molto meno. In alcuni casi anche niente. Perché i costi li sostiene il gestore. Come fa Vanguard in America. E come ha costretto a fare alla concorrenza.

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Conviene sempre investire in ETF? Quali sono gli svantaggi?

Dicevamo degli svantaggi degli ETF. Che non sono certo i costi. Un ETF è molto, molto meno costoso di un fondo. Ma è ovvio che abbia anche lui i suoi. Perché è comunque un prodotto finanziario. Fortunatamente gli ETF a replica fisica riescono a mantenerli decisamente bassi. Diverso è per quelli a replica sintetica. Che differenza c’è? I primi possiedono fisicamente le quote dei titoli azionari e/o obbligazionari che hanno in portafoglio. I secondi no. Ma ricorrono a un contratto swap stipulato con una controparte. Quindi è ovvio che chi si avvale dei costi di un consulente deve pagare sia per la consulenza che per i prodotti finanziari che acquista. Come quando si va dal medico specialista. Si paga per la visita e per acquistare le medicine che ci consiglia. Esattamente uguale. E se non c’avevate pensato finora… adesso lo sapete.

La questione fiscale

Riguarda la questione fiscale. Per gli ETF, quando si vende in guadagno, si realizza un reddito da capitale Quando si vende in perdita, si realizza un reddito diverso. Il corollario è che le plusvalenze, essendo redditi da capitale, non possono essere compensate con le minusvalenze di altri strumenti finanziari. Questo perché nella nostra legislazione fiscale solo i redditi diversi sono compensabili tra loro.

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