Nel 2026 sale il limite economico del congedo straordinario Legge 104. Ecco quanto spetta, come si calcola l’indennità e quali elementi della busta paga non maturano durante l’assenza.
Chi assiste un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi della Legge 104 può accedere a una delle misure di tutela più importanti previste dall’ordinamento italiano: il congedo straordinario retribuito. Si tratta di un periodo di assenza dal lavoro che consente al dipendente di dedicarsi all’assistenza della persona non autosufficiente senza perdere completamente il proprio reddito.
La normativa prevede infatti il riconoscimento di una specifica indennità economica sostitutiva della retribuzione, accompagnata dalla relativa contribuzione figurativa utile ai fini pensionistici. La durata massima è pari a due anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, anche se utilizzati in periodi differenti.
Nel 2026 gli importi sono stati aggiornati dall’Inps sulla base della rivalutazione annuale legata all’inflazione. Una novità che interessa migliaia di lavoratori chiamati ogni giorno a conciliare attività professionale e assistenza familiare. Prima di richiedere il beneficio è però importante conoscere non soltanto quanto si percepisce durante il congedo, ma anche quali effetti produce sulla busta paga e sugli altri istituti contrattuali.
Come viene calcolata l’indennità e qual è il limite previsto nel 2026

La regola generale stabilisce che durante il congedo straordinario Legge 104 il lavoratore abbia diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione ricevuta prima dell’inizio dell’assenza.
Non bisogna però prendere come riferimento l’intero importo indicato in busta paga. L’Inps considera infatti esclusivamente le voci fisse e continuative della retribuzione, escludendo tutte quelle componenti che dipendono dall’effettiva prestazione lavorativa.
Restano quindi fuori dal calcolo straordinari, premi di produzione, indennità di trasferta, compensi per lavoro notturno, maggiorazioni festive e tutte le altre voci variabili che possono incrementare lo stipendio mensile.
Per molti dipendenti questo significa continuare a percepire una somma molto vicina alla normale retribuzione. Chi invece svolge attività caratterizzate da numerose ore straordinarie o da frequenti turnazioni potrebbe registrare una riduzione più evidente dell’importo mensile.
La normativa riconosce comunque il 100% della retribuzione base, proprio per evitare che l’assistenza a un familiare con grave disabilità comporti una perdita economica troppo pesante.
Esiste però un limite massimo oltre il quale l’indennità non può essere riconosciuta. Tale soglia viene rivalutata ogni anno in base agli indici Istat.
Per il 2026 il limite complessivo annuo, comprendendo sia l’indennità economica sia la copertura contributiva figurativa, è stato fissato a 57.837 euro.
Di questo importo, circa 43.380 euro rappresentano il tetto massimo annuo dell’indennità riconoscibile al lavoratore, mentre circa 14.460 euro corrispondono al valore massimo della contribuzione figurativa.
Questo significa che anche chi percepisce uno stipendio particolarmente elevato non potrà ricevere somme superiori ai limiti stabiliti dalla normativa. Il massimale continua infatti a rappresentare il punto di riferimento per il calcolo del beneficio.
Ferie, tredicesima e Tfr: cosa si perde durante il congedo straordinario
L’aspetto economico del congedo straordinario retribuito non si esaurisce nel semplice calcolo dell’indennità. Esistono infatti alcune conseguenze che il lavoratore deve conoscere prima di presentare la domanda.
La prima riguarda tutte quelle componenti dello stipendio che non hanno carattere fisso e continuativo. Come già previsto dalla normativa, straordinari, premi, indennità accessorie, compensi per lavoro festivo o notturno e altre voci variabili non vengono considerate nel calcolo dell’indennità.
Per questo motivo l’importo percepito durante il periodo di assenza può risultare inferiore rispetto alla normale retribuzione mensile, soprattutto per chi integra abitualmente lo stipendio con prestazioni aggiuntive.
Non è tutto. Durante il periodo di congedo straordinario Legge 104 non maturano infatti ferie, tredicesima mensilità e quattordicesima, laddove prevista dal contratto applicato.
Anche il Trattamento di fine rapporto (Tfr) subisce delle conseguenze. Il periodo di assenza non viene infatti computato ai fini della maturazione del Tfr, con possibili effetti sull’importo finale che il lavoratore riceverà alla cessazione del rapporto di lavoro.
Resta invece garantita la contribuzione figurativa, elemento fondamentale per evitare penalizzazioni sul piano previdenziale. I contributi vengono infatti accreditati anche durante il periodo di congedo, seppur nel rispetto dei limiti economici previsti dalla legge.
Va poi ricordato che il diritto al congedo straordinario non è illimitato. Ogni lavoratore può usufruire di un massimo di due anni complessivi nell’intera vita lavorativa, anche quando deve assistere più persone con disabilità grave.

Allo stesso tempo, per ciascuna persona assistita esiste un limite massimo di due anni complessivi, eventualmente condivisibile tra più familiari aventi diritto.
La misura continua a rappresentare uno strumento essenziale per garantire assistenza alle persone più fragili senza costringere i familiari a rinunciare completamente al proprio sostegno economico. Gli importi aggiornati per il 2026 confermano la volontà di mantenere una tutela significativa, pur prevedendo limiti e regole precise che ogni lavoratore dovrebbe conoscere prima di intraprendere questa scelta.
