Concorsi e lavoro, occhio a questo dettaglio che tutti ignoriamo e che ci farebbe perdere tantissime opportunità professionali

Quello dei concorsi pubblici è un argomento di cui si parla praticamente tutti i giorni.

Ci sono tantissime selezioni attive presso Ministeri, Comuni, Regioni e altri Enti, tanto al Nord quanto al Sud Italia.

Le opportunità sono aperte a chi possiede la licenza media, così come ai diplomati ed ai laureati. In questo senso, si distinguono le posizioni da collaboratore, istruttore, funzionario ed anche da direttore. Ogni persona ha delle specifiche competenze personali e professionali che le permettono di candidarsi alle posizioni più in linea con le sue caratteristiche.

Quando un’amministrazione bandisce un concorso pubblico, la prima cosa che si nota è il numero dei posti.

Inutile specificare che ci allettano di più le selezioni con centinaia, se non addirittura migliaia di posti, rispetto a quelle con numeri esigui. Infatti, se vediamo un bando da neppure 50 posti, pensiamo subito che non ne valga la pena, specialmente se ci sembra molto difficile.

Si pensi ai concorsi per 20 o 30 posti, ma anche 10 per lavorare in determinati enti pubblici. “Inutile candidarsi” è la prima cosa che ci passa per la mente e così passiamo avanti e cerchiamo altro.

Ma attenzione, perché bisogna fare una precisazione importante.

Concorsi e lavoro, occhio a questo dettaglio che tutti ignoriamo e che ci farebbe perdere tantissime opportunità professionali

La precisazione a cui hanno pensato gli esperti di concorsi di ProiezionidiBorsa riguarda gli idonei.

Chi supera una selezione, non è detto che rientri tra i vincitori. Così, capita che ci siano concorsi da 15 posti con una graduatoria di un centinaio di idonei che non sanno quale sarà il loro destino. È sbagliato credere che il poveretto alla fine della graduatoria non sarà mai chiamato, perché non è detto affatto che sia così.

Spesso, infatti, le amministrazioni pubbliche hanno bisogno di un numero di personale più elevato rispetto ai posti messi a bando e questo per varie ragioni. Se pensiamo alle tempistiche della maggior parte delle selezioni pubbliche, capiamo subito come il fabbisogno di personale possa facilmente cambiare nell’arco del tempo. In questo senso, un bando pubblicato nel 2019 potrebbe non rispondere alle stesse esigenze del 2022. Inoltre, attingere alle graduatorie permette all’amministrazione un risparmio in termini temporali ed economici rispetto alla pubblicazione di un altro bando di concorso.

Provare in ogni caso

Quando parliamo di concorsi e lavoro, occhio a questo dettaglio perché potrebbe costarci grosso. Insomma, non facciamoci trarre in inganno dal numero di posti che potrebbero farci desistere dal candidarci. Questo significa che sarebbe il caso di candidarsi anche per le selezioni con pochi posti, perché l’importante è comunque superare ogni step. Infatti, gli idonei potrebbero avere ottime opportunità di essere assunti in un secondo momento, pur non essendo risultati vincitori. Cerchiamo, dunque, di fare la scelta giusta già in fase di selezione dei concorsi a cui partecipare.

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