Con un test di 5 domande potremo capire se pensiamo fuori dagli schemi e se siamo diversi dal comune

teorie

Spesso nei colloqui di lavoro o nelle indagini di mercato per cui spesso veniamo interpellati, ci vengono proposte domande bizzarre. Questi quesiti che spesso non c’entrano nulla con il contesto, sono test psicologici. In questo articolo vedremo come con un test di 5 domande si possa comprendere il nostro modo di agire abituale. Questi prove psicologiche sono molto utili anche ai pubblicitari o a agli strateghi del marketing. Attraverso le nostre risposte possono conoscere i meccanismi che ci portano, ad esempio, ad acquistare “x” al posto di “y”.

Con un test di 5 domande potremo capire se  siamo tipi fuori dal comune

Veniamo quindi al test. Per prima cosa dovremo rispondere ad alcune semplici domande nel modo più immediato possibile:

  • quanto fa 2+2?
  • 4+4?
  • 8+8?
  • 16+16?
  • pensiamo velocemente ad una cifra compresa fra 12 e 5;
  • 1+5?
  • 2+4?
  • 3+3?
  • 4+2?
  • 5+1?

Ora pensiamo ad un ortaggio, il primo che ci viene in mente.

Secondo test: La prova dell’utensile

Per prima cosa ancora qualche calcolo:

  • quant’è la somma di 15+6?
  • quanto viene 56+3?
  • 2+89?
  • 2+54?
  • 26+75?
  • 25+53?
  • 67+32?
  • ancora una somma 123+5?

Ultima richiesta: pensiamo all’istante ad un utensile da lavoro e ad un colore.

Spiegazione primo test

Se al primo test abbiamo risposto “carota” e al secondo “martello rosso” saremo in buona compagnia. Circa il 90% di chi viene sottoposto a questa breve intervista risponde in questo modo. Vediamo il motivo. Occorre anche dire che le medesime risposte vengono date in ogni lingua ed in ogni Paese in cui sia effettuato il test. Nel primo test, i calcoli preliminari sono veramente semplici e avrebbero il compito di sgombrare la mente. Inoltre queste semplici somme attiverebbero la parte più “primordiale” del nostro cervello, quella che risponde con immediatezza e che abbiamo sviluppato fin da bambini. La stessa parte del cervello ci conduce a dare la risposta “carota”.

Spiegazione secondo test

Nel secondo test sono proposti dei calcoli semplici ma non così immediati quindi la mente, leggermente affaticata, per rispondere alla domanda finale, ricorrerebbe alle associazioni più immediate ed istintive. Il martello rosso sarebbe una di queste.

La teoria dei prototipi

Nelle Scienze cognitive c’è una teoria che spiegherebbe la risposta quasi totalitaria della carota e del martello rosso. Fin da bambini siamo stati abituati a ragionare per categorie: verdure, utensili, colori etc. Ad ognuna di queste abbiamo associato un’idea prototipo come la carota per la verdura o il rosso per i colori. Pertanto quando attiviamo la parte di noi che risponde istintivamente ricorreremo a queste associazioni-tipo.

Con un test di 5 domande potremo capire quindi se ragioniamo per familiarità o attiviamo la logica anche nelle questioni più elementari. Se ad esempio avessimo risposto broccoli, perché tanto odiati quando eravamo bambini, rientriamo fra coloro che ragionano sempre fuori dagli schemi.
Quindi se durante un test attitudinale ci venissero proposte oltre alle domande trabocchetto o dei quesiti bizzarri, sapremo come regolarci.

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