Con la depressione si può ottenere l’assegno di invalidità?

La depressione è una malattia da non sottovalutare; un male oscuro che colpisce moltissime persone, specialmente in questo periodo di pandemia Covid. Costretti a stare in casa per evitare il contagio, l’isolamento e la mancanza di autostima, possono condurre in uno stato di depressione. Le persone che soffrono di depressione devono avere le stesse cure e attenzione di una normale patologia.

In alcuni casi gravi la depressione conferisce il diritto all’ottenimento dell’invalidità civile. Quindi, con la depressione si può ottenere l’assegno di invalidità? La depressione è una patologia invalidante e rientra nelle tabelle pubblicate dal Decreto Ministeriale del 05 febbraio 1992, verifichiamo come ottenere l’assegno di invalidità.

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Tabelle ministeriali per il riconoscimento delle percentuali di invalidità per depressione

Come sopra riportato, la depressione rientra tra le patologie invalidante, ed è prevista una percentuale diversa in base alla gravità della patologia:

a) il 10% per sindrome depressiva endoreattiva lieve;

b) il 15% per nevrosi fobico ossessiva lieve;

c) il 15% per nevrosi ansiosa;

d) il 25% per sindrome depressiva endoreattiva media;

e) dal 21 al 30% per nevrosi fobico ossessiva o ipocondriaca di entità media;

f) il 30% per sindrome depressiva endogena lieve;

g) dal 31 al 40% per sindrome depressiva endoreattiva grave;

h) dal 41 al 50% per sindrome depressiva endogena media;

i) dal 41 al 50% per nevrosi fobico ossessiva grave;

j) dal 71 all’80% per sindrome depressiva endogena grave;

k) dal 71 all’80% per psicosi ossessiva.

Con la depressione si può ottenere l’assegno di invalidità?

Quindi, con la depressione si può ottenere l’assegno di invalidità? La risposta è affermativa, ma la prima cosa da fare è chiedere l’invalidità civile e ottenere la percentuale invalidante in base alla gravità della patologia.

Per fare domanda di invalidità civile, bisogna recarsi dal proprio medico curante, il quale dovrà inviare all’INPS telematicamente il certificato medico (modello SS3), che dovrà attestare le patologie per cui si richiede l’invalidità.

La certificazione medica dovrà attestare la gravità della depressione, le cure a cui si è sottoposti e le conseguenze negative che la patologia comporta nella vita del richiedente.

Il medico rilascerà il numero di protocollo dell’invio del certificato, che dovrà essere inserito nella domanda di invalidità entro 90 giorni dall’emissione. Trascorso tale termine, il certificato non è più valido e si dovrà richiederne un altro.

È possibile trasmettere la domanda di invalidità direttamente sul sito dell’INPS accedendo con le credenziali (PIN INPS, SPID, CNS CIE). Oppure rivolgersi ad un patronato o associazione di categoria.

L’INPS, dopo l’inoltro della pratica, provvederà a comunicare al richiedente la data della visita medica di accertamento presso l’ASL di appartenenza.

Si consiglia di recarsi alla visita con documentazione recente che attesti lo stato invalidante. Inoltre, è possibile alla visita farsi assistere dal medico di fiducia.

Quando si ottiene l’assegno di invalidità?

L’assegno di invalidità mensile spetta agli invalidi con un percentuale e una riduzione della capacità lavorativa tra il 74% al 99%. Possono fare domanda direttamente all’INPS coloro che hanno i seguenti requisiti:

a) patologia invalidante con una percentuale compresa tra il 74 al 99%;

b) età compresa tra i 18 e 67 anni;

c) reddito annuo uguale o non superiore a 4.926,35 euro (valore 2020).

L’assegno di invalidità si trasforma in automatico in assegno sociale al compimento di 67 anni di età.

La domanda dell’assegno di invalidità può essere inoltrata direttamente dal sito INPS con le credenziali (SPID, PIN INPS, CIE, CNS), oppure tramite Patronato, o è possibile rivolgersi alle associazioni di categorie (ANFASS, UIC, ENS, ANMIC).

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