Come fare ricorso all’Inps per l’invalidità civile

Può accadere che il soggetto con handicap non ottenga dall’Inps il riconoscimento dell’invalidità civile per cui è costretto a fare ricorso.

Si verifica questa spiacevole situazione soprattutto quando chi richiede un trattamento assistenziale è affetto da una malattia rara e la patologia non è moto conosciuta. Può anche accadere che al soggetto inabile non venga riconosciuta un’adeguata percentuale di disabilità.

In un precedente articolo “Con quale percentuale di invalidità si ha diritto alla pensione?” abbiamo fornito informazioni dettagliate sulle percentuali in riferimento alle diverse patologie. Adesso mettiamo il lettore nelle condizioni di sapere come fare ricorso all’Inps per l’invalidità civile soprattutto se ritiene di aver subito un’ingiustizia. Ciò perché vedersi negare il diritto all’assegno previdenziale per i soggetti non autonomi significa non poter fruire di servizi assistenziali di primaria importanza.

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Come fare ricorso all’Inps per l’invalidità civile

Il soggetto disabile che richiede l’indennità di invalidità sa che deve sottoporsi alla visita specialistica di una Commissione che accerti il suo stato di bisogno. Potrebbe succedere che il verbale che tale Commissione stila non riporta la percentuale di invalidità che il richiedente si aspetta. Rispetto alle sue effettive condizioni di salute l’assistito potrebbe necessitare di più cure e servizi pertanto può fare ricorso.

Il ricorso deve essere presentato dinanzi al Giudice entro 30 giorni dalla data di comunicazione della Commissione sanitaria che attesta la percentuale di invalidità riconosciuta. Ovviamente prima di avviare il ricorso conviene accertarsi di avere diritto alla prestazione previdenziale per la propria patologia. E soprattutto in presenza di malattie rare potrebbe tornare utile raccogliere una dettagliata documentazione medica e scientifica relativa alle conseguenze invalidanti.

Le strade che il soggetto inabile deve intraprendere a seconda che si debba fare un ricorso amministrativo o giurisdizionale.

L’assistito intraprenderà un ricorso giurisdizionale se intende impugnare il verbale sanitario della Commissione medica. Opterà per il ricorso amministrativo invece il soggetto invalido la cui richiesta è stata respinta per mancanza di requisiti relativi alla cittadinanza o alla condizione reddituale.

Per il ricorso giurisdizionale è necessario affidarsi ad esperti consulenti di diritto previdenziale che sapranno richiedere un accertamento da parte di tecnici. Spetta al Giudice affidare l’incarico ad un consulente tecnico di ufficio che dovrà operare con l’assistenza di un medico legale designato dall’Inps. Entro 30 giorni il tecnico e il medico legale sono tenuti a presentare i risultati della consulenza sanitaria che hanno effettuato. Se non subentrano ulteriori contestazioni il Giudice decreta allora la cosiddetta omologazione dell’accertamento  che non potrà più essere oggetto di contestazione.

Quando invece si intenda contestare il mancato riconoscimento dell’indennità di invalidità per motivi non sanitari occorre fare ricorso amministrativo. L’unica via giudiziaria che l’assistito può percorrere è quella telematica. Ciò significa che dovrà accedere al sito ufficiale dell’Inps e cliccare sulla dicitura “Ricorsi Online” che compare nell’Area servizi. Per l’accesso al portale dovrà munirsi del codice fiscale e del codice Pin. Per chi non avesse dimestichezza con i servizi online vi è la possibilità di rivolgersi ai Patronati e ottenere assistenza per la procedura da seguire.

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