Come e perché l’Agenzia delle Entrate scrive ai contribuenti e cosa fare quando arriva la lettera

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Quando suona il postino non sempre le lettere e le raccomandate con ricevuta di ritorno che arrivano sono gradite. In quanto, tra queste il mittente potrebbe essere l’Agenzia delle Entrate.

Nello stesso tempo, però, c’è anche da dire che, rispetto al passato, il Fisco nel comunicare con i contribuenti può pure inviare le lettere in forma dematerializzata. Ovverosia, inviando la comunicazione non tramite le Poste, e quindi nella maniera classica, ma mezzo posta elettronica certificata, se il contribuente ha in precedenza fornito al Fisco la propria PEC.

Detto questo, vediamo come e quando il Fisco può inviare la lettera a un contribuente e come comportarsi senza mai peraltro farsi prendere dal panico. In quanto, nel rapporto tra il Fisco e il cittadino, molte di queste comunicazioni si risolvono poi bonariamente. Quindi, senza procedure di riscossione forzosa.

Come e perché l’Agenzia delle Entrate scrive ai contribuenti e cosa fare quando arriva la lettera

Nel dettaglio, e nella stragrande maggioranza dei casi, la lettera arriva ai cittadini, e anche alle imprese, quando il Fisco ha rilevato anomalie, incongruenze ed errori. Per i quali il contribuente sarebbe chiamato a pagare delle maggiori imposte.

Ecco come e perché l’Agenzia delle Entrate scrive ai contribuenti. Ma nella lettera sono anche contenute tutte le istruzioni per fare opposizione alla pretesa fiscale. Chiaramente se il contribuente, invece, ritiene di avere ragione.

Come gestire correttamente una lettera recapitata dal Fisco senza ignorarla e senza farsi prendere dal panico

L’arrivo della lettera, se è la prima, non coincide mai, quindi, con l’avvio di un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta sempre di una comunicazione che invita alla regolarizzazione spontanea oppure, a fornire dati, informazioni e documenti tali da annullare la pretesa del Fisco.

Tutto cambia, invece, quando il contribuente ignora la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. In quanto potrebbero seguirne altre fino ad arrivare all’emissione di una cartella esattoriale. In questo caso le cose si complicano. Il debito fiscale, infatti, essendo iscritto a ruolo, può poi portare l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ad attivare le procedure di recupero forzoso.

Con il rischio di ipoteche, pignoramenti, anche sul conto corrente bancario o postale, e fermi amministrativi. Questo può accadere anche quando le maggiori tasse da pagare sono di importo contenuto. Per esempio, per aver saltato per un anno il pagamento del bollo auto oppure il canone Rai o una multa per violazioni al Codice della Strada.

Approfondimento

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