Come e chi può andare in pensione a 63 anni senza tagli sull’assegno INPS?

Insieme al team di Redazione valuteremo come e chi può andare in pensione a 63 anni senza tagli sull’assegno INPS. Chi chiude con qualche anno di anticipo la carriera lavorativa spesso deve subire penalizzazioni economiche sulla retribuzione mensile. Il lavoratore molto spesso paga con una decurtazione più o meno significativa il vantaggio di accedere alla pensione prima della consueta età pensionabile. Spaventa non poco la prospettiva di ritrovarsi con una busta paga più leggera proprio negli anni della vecchiaia. Una volta anziani probabilmente si avrà necessità di cura e assistenza per cui bisognerà disporre di somme di denaro sufficienti ad affrontare nuove esigenze.

Chi sceglie il prepensionamento deve fare i conti con una retribuzione pensionistica che riporta spesso pesanti tagli. Esistono tuttavia dei trattamenti previdenziali che non implicano penalizzazioni del rateo mensile per alcune categorie di lavoratori. Ciò in considerazione del diverso impegno, del rischio e del carico di fatica che alcune professioni comportano rispetto ad altre. Vediamo dunque con l’aiuto dei nostri Esperti come e chi può andare in pensione a 63 anni senza tagli sull’assegno INPS.

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Quanti anni di contributi servono per presentare domanda di pensionamento all’età di 63 anni? Conviene inoltre ricordare ai lavoratori che esistono altre modalità di accesso al prepensionamento, soprattutto in presenza di disabilità psicofisiche. Consigliamo, a tal proposito, la lettura dell’articolo “Come andare in pensione a 63 anni con la Legge 104”.

Come e chi può andare in pensione a 63 anni senza tagli sull’assegno INPS?

I contribuenti che possono beneficiare di ricevere un trattamento pensionistico a 63 anni sono quelli che svolgono professioni faticose, cosiddette usuranti. Ad essi l’Ente previdenziale riserva una corsia preferenziale per lasciare l’impiego anticipatamente e con decurtazioni di poche decine di euro. A ratificare tale vantaggio interviene il Decreto legislativo n. 67/2011 che concede ai lavoratori usuranti il godimento della pensione a 63 anni.

Accanto a questo criterio anagrafico, il richiedente il trattamento pensionistico deve possedere anche uno specifico requisito contributivo. Il lavoratore deve cioè vantare un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e una documentazione che attesti lo svolgimento di una professione usurante. Nel novero dei lavori pesanti rientrano quelli che prevedono turni di notte, ma anche diurni purché  faticosi a livello fisico e non solo. Si pensi al personale docente e agli educatori degli asili nido e della scuola dell’infanzia le cui mansioni rientrano negli impieghi gravosi.

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