Come detrarre l’assegno di mantenimento

In caso di separazione, scioglimento, annullamento, divorzio, il giudice può disporre che uno dei coniugi provveda al mantenimento dell’altro coniuge. Questo mediante la corresponsione di un determinato importo.

In alcuni casi è ammessa la deducibilità nel modello Redditi/730 dell’assegno periodico corrisposto al ex-coniuge.

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Cerchiamo oggi di capire in quali casi è prevista la deduzione e come detrarre l’assegno di mantenimento.

Chi ha diritto alla detrazione dell’assegno di mantenimento?

La legge prevede uno sconto sulle tasse sotto forma di deduzioni e detrazioni fiscali per coloro che sono tenuti alla corresponsione dell’assegno di mantenimento.

Nello specifico :

  • le detrazioni fiscalisono previste sul mantenimento dei figli a carico;
  • le deduzionispettano invece per il mantenimento versato all’ex coniuge.

Come detrarre l’assegno di mantenimento

Se la sentenza del giudice stabilisce il versamento di un assegno di mantenimento mensile all’ex coniuge, si potrà dedurre l’intero importo dal reddito imponibile.

In questo modo ridurrai la base su cui calcolare l’Irpef e pagherai un’imposta ridotta.

Questa regola ha un’eccezione: se versi l’assegno una tantum (cioè una sola volta al momento della separazione anziché con cadenza mensile) non potrai dedurlo, neanche se viene rateizzato.

Inoltre, vogliamo ricordarvi che se per decisione del giudice occorre contribuire alle spese di affitto e condominio del tuo ex coniuge, le stesse sono deducibili.

Gli assegni per il mantenimento dei figli non sono deducibili/detraibili, perché è già prevista dalla legge una detrazione specifica per i figli a carico.

Tutte le istruzioni per la corretta compilazione del modello Redditi e 730 sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate

E chi riceve l’assegno di mantenimento?

Per chi ha il diritto al mantenimento, le somme diventano reddito imponibile.

Il coniuge beneficiario dell’assegno avrà l’obbligo di indicare la somma riscossa quale componente di reddito imponibile tra quelli assimilati a lavoro dipendente.

Tali somme vengono tassate nell’anno in cui sono effettivamente percepite seguendo quindi il principio di cassa.

Non concorrono alla formazione del reddito gli assegni percepiti una tantum, e quelli relativi solo al mantenimento dei figli.

Documenti da conservare

Il contribuente legalmente separato o divorziato che sia obbligato da sentenza omologata a corrispondere un assegno periodico di mantenimento al coniuge per poter usufruire della detrazione/deduzione deve:

  • conservare la sentenza nella quale l’autorità giudiziaria ha disposto le somme per il mantenimento dei famigliari (coniuge e figli);
  • conservare i documenti giustificativi del pagamento di tali somme (bonifici bancari, matrici degli assegni o quietanze del coniuge se le somme sono corrisposte in contanti, ove concesso).

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