Chi eredita la casa acquistata prima del matrimonio?

Nella maggior parte dei casi quando si contrae matrimonio si sceglie il regime della comunione dei beni. Ma quando poi viene meno uno dei coniugi chi eredita la casa acquistata prima del matrimonio? I beni che ciascun coniuge possedeva già prima di convolare a nozze finiscono nella comunione dei beni o si conserva la proprietà esclusiva? Al coniuge superstite spetta comunque una quota di eredità anche dell’immobile che ha comune unico intestatario il defunto?

I dubbi aumentano se il titolare dei beni non dichiara esplicitamente le proprie intenzioni relativamente alla divisione dei beni che possiede. I nostri Esperti hanno risposto ai Lettori che chiedevano “Chi eredita la casa quando muore un genitore senza lasciare testamento?”. La spartizione dei beni cambia e dipende dalla presenza di specifiche volontà testamentarie. In presenza di un testamento sono chiaramente individuabili le disposizioni del proprietario dell’immobile. E pur tuttavia occorre che le ultime volontà del defunto non abbiano ricadute negative sulle quote legittime di eredità.

Chi eredita la casa acquistata prima del matrimonio?

Il titolare della casa coniugale può pertanto indicare come unico erede dell’immobile il proprio marito o moglie. Il trasferimento della proprietà dell’appartamento può avvenire secondo le disposizioni del testamento solo ad alcune condizione. Si conferma necessario infatti tutelare il diritto alla legittima degli altri eredi quali figli o genitori del defunto. In presenza di altri eredi legittimari bisogna infatti assicurare la quota legittima di eredità secondo le norme dell’articolo 536 del codice civile. Ne consegue che il coniuge superstite acquisisce la titolarità dell’intero immobile solo se agli altri eredi spettano altri beni. In caso contrario, la spartizione dell’immobile dovrà avvenire fra tutti i legittimari secondo le quote spettanti. Pur tuttavia il coniuge superstite conserva il diritto ad abitare la casa coniugale e ad utilizzare gli arredi in essa presenti.

In assenza di testamento, il bene immobile di proprietà del defunto spetta unicamente al coniuge superstite se non ci sono figli. Spetterà invece il 50% dell’immobile al coniuge superstite se vi è un figlio che quindi diventerà proprietario dell’altra metà. Se i figli sono più di uno allora  un terzo dell’appartamento spetta al coniuge e gli altri due terzi ai figli in misura uguale. Se il defunto era già vedovo/a allora sarà il figlio o i figli in parti uguali ad acquisire la titolarità del bene immobile.

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