C’è un nesso tra le pensioni e il coronavirus?

A prima vista potrebbe non esistere. Ma a noi dell’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa ci piace farci delle domande provocatorie. E siccome è un periodo in cui si parla molto di riforma delle pensioni, ci siamo chiesti una cosa. C’è un nesso tra le pensioni e il coronavirus? C’è qualcosa che li lega, in qualche modo? E quando si vuole scoprire se qualcosa è legato, in qualunque maniera, oggi si va in un posto specifico. Si chiede a Google. O, per meglio dire, ad un servizio specifico di Google, quello che mostra le tendenze delle varie parole. Servizio che, giova ricordarlo, è specifico per Paese. Quindi quello che viene cercato in Italia è diverso da ciò che viene cercato in Francia. Oppure in Spagna, Germania, Stati Uniti o in qualunque altro Paese del mondo.

Quindi cosa ci ha detto Google in proposito? Prima di tutto ci ha detto che entrambe le parole sono molto ricercate. Poi che le pensioni sono uno dei termini più ricercati in assoluto. Ma che sono surclassate, ed alla grande, dal coronavirus. Che è al momento la parola più ricercata d’Italia. Anzi, del mondo. E non potrebbe essere altrimenti. Al momento attuale il rapporto tra le due è quasi di 2 a 1 a favore del coronavirus. Ma nella prima settimana della pandemia questo rapporto è stato di più di 100 a 1.

C’è un nesso tra le pensioni e il coronavirus?

La regione in cui c’è l’interesse più marcato per la ricerca del coronavirus è l’Umbria, seguita da Piemonte e Toscana. Le meno interessate sono Campania, Sicilia e Veneto. Diverso è per le pensioni, dove le più interessate sono Calabria, Basilicata e Sardegna. Mentre le meno sono Marche, Valle d’Aosta e Trentino Alto-Adige. Le richieste sul virus riguardano fondamentalmente notizie su di esso, soprattutto le ultime, e quale sia la situazione in Italia. In merito alle pensione, le domande riguardano sostanzialmente tutte una cosa. Quando vengono pagate. Poi c’è richiesta per il calendario dei pagamenti delle medesime, e interesse per l’aumento di quelle di invalidità. Nessuna richiesta sulla previdenza complementare, per esempio. A livello sociologico tutto questo ci dice tantissimo.

Anche perché, cercando le due parole insieme, Google ci dice che l’interesse delle persone si restringe a due argomenti. Gli aumenti delle pensioni a causa del coronavirus e la reversibilità delle pensioni ad esso correlata. Purtroppo siamo spiacenti di deludervi. Proprio a causa dell’emergenza sanitaria gli aiuti pensionistici erogati non verranno rinnovati. Non solo. Ma la riforma delle pensioni in arrivo effettuerà sforbiciate agli assegni. Soprattutto di chi vorrà andare in pensione prima. La situazione delle finanze pubbliche è particolarmente gravosa. Ed il continuo invecchiamento della popolazione non aiuta.

C’è un nesso tra le pensioni e il coronavirus, quindi? Sì, certamente. Perché gli italiani sono giustamente preoccupati di quanto la Covid-19 possa intaccare la loro pensione, ovviamente in maniera indiretta. E perché, purtroppo, questo intaccamento è e sarà sempre più sicuro. Vista anche la grave crisi economica che il virus ha generato. Da cui siamo ben lungi dall’uscire.

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