Buca delle fate è il paradiso gratuito fra mare mozzafiato e natura selvaggia

Chi l’ha detto che si debba andare all’estero, per trovare luoghi incantevoli dove un mare meraviglioso incontra una natura vergine?

Nel cuore della Toscana, nell’Alta Maremma, a due passi da Piombino, nel golfo di Baratti, c’è una delle cale più belle d’Italia.

Buca delle fate.

Il nome dice già tutto.

Per raggiungerla ci vuole un po’ di pazienza, ma la soddisfazione quando ci si arriva è impagabile.

Ecco dunque perché Buca delle fate è il paradiso gratuito fra mare mozzafiato e natura selvaggia.

La leggenda

Dietro ad ogni luogo meraviglioso come questo, c’è una leggenda. La storia di Buca delle fate affonda nel passato, quando si pensava che quel bosco fosse popolato di fate e spiriti e il mare di sirene.

La leggenda vuole che un giovane innamorato, nei pressi di questa cala, fu rapito dalle fate e portato nel loro mondo. La sua innamorata, non vendendolo tornare, corse subito verso quella cala, perché sapeva che vi erano spiriti che rapivano gli umani. Lo cercò a lungo, piangendo disperata, ma non lo trovò.

Ogni giorno tornava lì, senza alcun risultato. Finché un delfino, sentendola piangere, ebbe pietà di lei e si recò dalle fate, portando loro in dono una perla bellissima, in cambio del ragazzo. Le fate accettarono e i due innamorati si ricongiunsero.

Presto però si accorsero che una perla soltanto era un prezzo troppo basso. Così presero a rincorrere i due giovani per rapirli entrambi. Allora Nettuno, il dio del mare, che vide tutto, ebbe pietà dei due amanti. Così decise di rubare una stella del cielo e donarla alle fate, in cambio della libertà dei due giovani.

Ma prendendola gli scivolò dalle mani e la stella si infranse dove oggi c’è la magnifica cala di Buca delle fate. Gli esseri soprannaturali si distrassero nel vedere tanta bellezza e lasciarono fuggire i due giovani che vissero felici e contenti.

Come raggiungerla

Per andare a Buca delle fate basta recarsi nel golfo di Baratti e imboccare la strada per Populonia. A metà strada si nota un parcheggio polveroso sulla destra. Lasciare la macchina lì ed addentrarsi nel fitto bosco di lecci e sugheri, mantenendo il sentiero. Dopo venti minuti che si passeggia in questa meravigliosa giungla mediterranea, disseminata di tombe etrusche, si spunta su un promontorio che toglie il fiato.

Di sotto c’è questa meravigliosa caletta: ecco perché Buca delle fate è il paradiso gratuito fra mare mozzafiato e natura selvaggia.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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