Basta un piccolo errore e si perdono 529,94 euro di indennità di accompagnamento per invalidi con Legge 104

Ogni domanda presentata all’INPS per pensioni, sussidi o indennità, deve essere fatta secondo determinati schemi. Non si può improvvisare nulla, perché ci sono regole precise da rispettare. E non ci vuole niente per perdere soldi che diventano il più delle volte irrecuperabili. Per esempio, è sufficiente una distrazione per perdere una parte dell’indennità di accompagnamento.

Basta un piccolo errore e si perdono 529,94 euro di indennità di accompagnamento per invalidi con Legge 104

L’indennità di accompagnamento è una prestazione di natura assistenziale che viene pagata dall’INPS. L’accompagnamento è destinato a invalidi che hanno patologie gravi, tali da rientrare nella Legge 104. Inoltre occorre che la disabilità riconosciuta dalla competente commissione medica, sia pari al 100%. Ed anche che l’invalido non sia nella condizione di svolgere le comuni attività quotidiane senza l’aiuto di un accompagnatore. Per l’anno 2022 l’indennità è pari a 529,94 euro al mese per 12 mesi. Solo in caso di ricovero del disabile in una struttura pubblica o privata convenzionata con lo Stato l’assegno di accompagnamento viene sospeso. Perché viene meno la necessità di assistenza del disabile, essendo accudito dalla struttura sede del ricovero.

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Per poter percepire l’assegno di accompagnamento, occorre una particolare procedura di domanda. L’iter di compilazione dovrà essere preciso nel presentare richiesta, in modo da poter percepirla con tutte le mensilità che spettano. Pochi sanno che basta un piccolo errore e si perdono  529,94 euro, cioè una mensilità di indennità. Tutto dipende dalle scadenze della documentazione necessaria per le richieste. La procedura di domanda per l’assegno di accompagnamento è particolare.

Il certificato medico e le scadenze da considerare

Occorre andare dal proprio medico di base convenzionato con le ASL e richiedere il certificato medico dove risulteranno le patologie del paziente. Quindi tutto parte dal medico che emette il certificato rilasciandolo all’invalido. Non prima però di averlo messo in rete, perché si tratta del certificato telematico di invalidità.

È a cura del disabile o chi per lui delegato, l’onere di  dover presentare poi all’INPS la domanda di invalidità civile. Si può fare tutto da soli tramite SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato. Il certificato di invalidità del medico ha una durata limitata. Scade dopo 90 giorni. Chi non presenta la domanda all’INPS entro questo termine, non potrà più presentarla per il tramite di quel certificato medico. Ne servirà uno nuovo per poter presentare domanda. Resta il fatto che il nuovo certificato medico, nell’eventualità che il disabile sia riconosciuto come beneficiario dell’indennità di accompagnamento, fa perdere mesi di assegno. Scaduto il precedente certificato, l’accompagnamento viene riconosciuto solo dal mese in cui è stato rilasciato il nuovo documento dal medico.

Inoltre, occorre prestare attenzione ad un altro aspetto relativo al certificato medico. Se la domanda all’INPS è presentata lo stesso mese in cui il medico rilascia il certificato, l’indennità sarà percepita proprio da quel mese. Basta un giorno di ritardo e si perde definitivamente una mensilità di indennità. Per esempio, se il medico rilascia il certificato il 30 marzo 2022, chi riesce a presentare la domanda all’INPS entro il giorno dopo, cioè il 31 marzo 2022, avrà diritto all’indennità dal primo marzo. Se invece la presenta il primo aprile, l’indennità per il mese di marzo sarà persa.

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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