Attenzione alla stangata finale dopo l’IMU per i proprietari di seconde case

Tra le forme d’investimento più amate dagli italiani vi rientra di diritto quella immobiliare.

Il mattone trasmette sicurezza, non sparisce e ripaga nel tempo. A pensarci meglio, di sicuro ripagava molto meglio in passato. Oggi infatti i valori immobiliari salgono a macchia di leopardo e molto al rallentatore. In più c’è il capitolo tasse, lavori di manutenzione e mancati incassi.

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Al riguardo, dunque, attenzione alla stangata finale dopo l’IMU per i proprietari di seconde case.

Il peso dell’investimento immobiliare

In quest’articolo avevamo visto e spiegato perché si sbaglia chi pensa che il mattone sia un investimento “facile e sicuro”.

In estrema sintesi, la rivalutazione del prezzo degli immobili nel tempo è tutta da dimostrare. Se essi ricadono in aree in cui la domanda è latente, essi si possono rivelare un fardello enorme da gestire.

Ci sono poi le tasse sugli immobili che secondo un recentissimo studio della UIL sono pari a 1.070 euro per una casa media sita in un capoluogo di provincia.

Terzo, i lavori condominiali o di manutenzione dell’appartamento non mancano mai, anzi si può dire che essi siano una costante.

Gli affitti non pagati

Infine ci sono i seri rischi legati al ritardato o peggio ancora al mancato incasso dell’affitto.

Qui il danno sarebbe maggiore per chi l’immobile lo ha acquistato a mutuo, sperando di pagarlo con gli affitti.

Ma anche se l’immobile fosse stato ereditato il danno non sarebbe meno importante o trascurabile. Perché col senno del poi il proprietario avrebbe potuto vendere prima l’immobile e investire il ricavato in BTP, per esempio.

Al riguardo, qui al link abbiamo visto quanto rende un investimento nel mattone contro uno in BTP.

La recente indagine

I numeri di una recente indagine commissionata da un noto portale specializzato nel confrontare tariffe, testimoniano ciò. E cioè che tra marzo 2020 e maggio 2021, 1,9 milioni di famiglie hanno ritardato o saltato una o più rate d’affitto. Detta in soldoni, si tratta di una cifra pari a circa 1,3 miliardi di euro in canoni non riscossi.

Dai dati AdE risulta che in Italia ci sono 4,3 milioni di locatori per un totale di 5,6 milioni di immobili concessi regolarmente in affitto.

Ancora, la media nazionale sulle situazioni di morosità è pari al 39%, ma è al Centro e al Sud che si toccano i picchi: ben il 51%. Infatti la quota dei proprietari di immobili che hanno ricevuto rate in ritardo o perse proprio è forte al Centro e al Sud (39,3% e 17,5%).

Dunque attenzione alla stangata finale dopo l’IMU per i proprietari di seconde case

La ripresa dell’economia invertirà questo stato di cose? Difficile dirlo, così com’è difficile essere al 100% ottimisti. Anzi, secondo la ricerca di cui sopra ci sono 445mila famiglie a rischio. Affittuari che potenzialmente potrebbero essere sfrattati al termine del blocco degli sfratti previsto dal Governo.

Una situazione non facile (anzi: molto antipatica) per i proprietari di seconde case. Mentre incassano con ritardo o non incassano proprio, devono intanto pagare le tasse e i lavori condominiali di loro pertinenza.

O comunque provvedere alla vendita (sempre se andrà a buon fine) di un asset utilizzato e logorato da terzi. E che nel frattempo procura loro solo perdite e… tanti dispiaceri.

Approfondimento

È questa la metratura ideale per un appartamento ad uso investimento e massimizzare il guadagno.

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