Attenzione ai messaggi su WhatsApp perché possono essere una prova d’infedeltà e portare al divorzio

Quando un coniuge chatta su WhatsApp in modo intimo con un’altra persona sta compiendo un gesto d’infedeltà coniugale. Lo ha ribadito il Tribunale di Monza con una recente sentenza. Le chat dell’applicazione di messaggistica, sono state considerate una prova sufficiente di tradimento. Vediamo meglio questi aspetti e perché i messaggi su WhatsApp possono costituire un atto di tradimento coniugale in sede legale.

Attenzione ai messaggi su WhatsApp perché possono essere una prova d’infedeltà e portare al divorzio

Partiamo dal concetto di fedeltà coniugale e di quando si viola questo dovere contratto al momento del matrimonio. L’obbligo di fedeltà coniugale è sancito dall’articolo 143 del Codice Civile. Per la giurisprudenza consolidata, l’obbligo di fedeltà coniugale non si limita al non avere rapporti sessuali al di fuori del coniuge. Implica anche una fedeltà affettiva, anche in assenza di rapporti sessuali. Quindi tenere una relazione virtuale con un’altra persona al di fuori del matrimonio, per la legge è una violazione alla fedeltà coniugale. Perciò, anche messaggiare su una qualsiasi chat, compresa quella di WhatsApp, intrattenendo una relazione platonica, costituisce reato contro l’articolo 143 del Codice Civile.

Il Tribunale di Monza sancisce che messaggiare su questa piattaforma può essere tradimento

È quanto è accaduto alla coppia oggetto del provvedimento del Tribunale di Monza. Con la sentenza del 23 novembre del 2020, la n. 1.578, il Tribunale ha sancito che il marito aveva tradito la “fiducia reciproca”. Espressione utilizzata in una pronuncia del giugno del 2008 della Corte di Cassazione. Nel processo tra i due coniugi, la donna accusava il marito di averla tradita con un’altra donna. Come prova portava esclusivamente le chat di WhatsApp tra il marito e la presunta amante (poi rivelatasi tale). Quindi nessuna prova di rapporto sessuale, ma solo la dimostrazione di una relazione intima tra il marito e un’altra donna.

Per il Tribunale di Monza è stato sufficiente. Dopo avere analizzato le chat prodotte dalla donna, le ha ritenute valide come prova di infedeltà coniugale, in base all’articolo 116 del Codice Civile. Così ha concesso la separazione stragiudiziale alla donna.
In conclusione meglio fare attenzione ai messaggi su WhatsApp perché possono essere una prova d’infedeltà e portare al divorzio.

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