Attenzione a chi ha la fortuna di possedere questa moneta perché arriva a valere anche fino a 3.000 euro

Una delle monete in lire di piccolo conio maggiormente diffuse rimanda alle mitiche 100 lire, la c.d. 100 lire Minerva. È una pezzatura circolata per decenni e in milioni di esemplari. Tuttavia, spesso, in simili casi, a fare la differenza è l’anno di conio, la tiratura e la presenza o meno di qualche evento commemorativo.

Attenzione a chi ha la fortuna di possedere questa moneta perché arriva a valere anche fino a 3.000 euro. Scopriamo qual è il pezzo in questione.

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Le 100 lire del decennio degli Cinquanta

In questa sede esamineremo solo le 100 lire coniate nel corso degli anni Cinquanta.

Esse furono prodotte in un materiale particolare detto “acmonital”, acronimo che sta per “acciaio monetario italiano”. Un tipo di acciaio inox particolare composto da fero, nichel e cromo. Hanno un diametro di 27,8 mm e pesano 8 grammi, mentre tutto il contorno della moneta è rigato e di spessore.

La c.d. 100 lire Minerva presenta sul lato dritto la testa di una donna coronata da alloro e guarda verso sinistra. Tra la testa e il bordo della moneta, vi è la scritta Repubblica (a sinistra del volto) Italiana (a destra). Infine alla base del collo della donna sono riportati i nomi del modellista (Romagnoli) e dell’incisore (Giampaoli).

Rovesciando la moneta troviamo la dea Minerva, da cui appunto l’origine del nome di questa pezzatura, e alla sua sinistra il ramoscello d’ulivo. Nella parte bassa c’è poi indicato a sinistra il valore nominale, ossia “lire 100”, mentre all’estremità inferiore è riportato l’anno del conio.

Come abbiamo già anticipato, attenzione a chi ha la fortuna di possedere questa moneta perché arriva a valere anche fino a 3.000 euro

Sul loro valore attuale incide molto l’effettivo stato di conservazione oltre alla tiratura. Esse infatti furono coniate in milioni di esemplari per tutto il secolo scorso.

Vediamo allora quanto valgono cominciando dalla moneta da 100 lire del 1955. Questa la possiamo considerare come il 1° anno di “messa in produzione” di tale pezzatura, che andò avanti fino al 1989.

La tiratura fu nell’ordine degli 8,6 milioni di pezzi e oggi il loro valore non sempre è univoco presso gli addetti ai lavori. Per alcuni infatti può arrivare a valere 300 o 400 euro mentre secondo altri anche fino a 900 euro. In tutti i casi comunque il riferimento è sempre alla moneta “fior di conio”, ossia in ottimale stato di conservazione.

Passando alla 100 lire del 1956 dobbiamo dire che la tiratura le gioca: all’incirca poco meno di 100milioni di pezzi. In questo caso, un pezzo fior di conio parte dai 3-5 euro fino a raggiungere i 350 euro circa.

Più o meno lo stesso discorso può dirsi per le monete coniate negli anni 1957-‘58-‘59. Si hanno sempre tirature elevate, per cui i pezzi in ottimo stato di conservazione di norma arrivano fino a circa 250-450 euro.

Le monete d 100 lire del 1954

Tuttavia, è la moneta di prova del 1954 il vero asso nella manica. Per cui attenzione a chi ha la fortuna di possedere questa moneta perché arriva a valere anche fino a 3.000 euro

Ne furono coniate in pochissimi esemplari e hanno la scritta “prova” sulla parte inferiore destra della moneta. Si tratta però di una moneta introvabile considerato che non è mai stata mai messa in circolazione e quindi si ignora il numero dei pezzi effettivi realizzati. Insomma, una vera e propria rarità assai apprezzata e pagata dal mercato. Infatti in questi casi si arriva a pagarle all’asta anche fino a tremila euro.

Nulla da eccepire: attenzione a chi ha la fortuna di possedere questa moneta perché arriva a valere anche fino a 3.000 euro!

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