Anche senza contributi l’INPS paga pensioni fino a 780 euro per 18 mesi con rinnovo

Quando i componenti del nucleo familiare raggiungono l’età del pensionamento è possibile che non abbiano contributi sufficienti per una pensione dignitosa. In simili circostanze, laddove si dovesse riscontrare una situazione di disagio economico, è possibile richiedere dei sussidi specifici. Anche senza contributi l’INPS paga pensioni fino a 780 euro per 18 mesi con rinnovo eventuale laddove si presentino i presupposti necessari.

Quali garanzie hanno i pensionati che non possono contare sui contributi lavorativi

Il momento del collocamento in quiescenza rappresenta per molti una situazione piuttosto critica sul piano economico. Immaginiamo il caso di chi ha avuto una carriera discontinua con lunghi periodi di inattività. Oppure situazioni in cui un genitore, frequentemente la donna, sceglie di dedicarsi pienamente alla famiglia rinunciando al lavoro. In questi casi rientrano talvolta anche le vedove che possono ricevere 3 agevolazioni economiche di cui abbiamo precedentemente parlato.

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Sono molti i pensionati che riportano assegni pensionistici sotto la soglia del minimo vitale. In simili circostanze è possibile avvalersi di alcuni strumenti giuridici nati per contrastare la formazione di vere e proprie sacche di povertà sociale.

Anche senza contributi l’INPS paga pensioni fino a 780 euro per 18 mesi con rinnovo

Quando i componenti del nucleo familiare raggiungono i 67 anni, è possibile in alcuni casi richiedere la pensione di cittadinanza. Si tratta di una prestazione assistenziale regolamentata dal D.L. n. 4/2019 che prende in considerazione i requisiti dell’intero nucleo, non solo del richiedente. Questa formula consente in molti casi di superare l’importo di integrazione che si garantisce alle pensioni minime. Di contro, prevede requisiti molto specifici. La pensione di cittadinanza, ha un importo variabile e può raggiungere un massimo di 780 euro mensili in nuclei con un solo componente. Nelle famiglie più numerose l’importo può anche aumentare.

Differentemente da quanto accade per l’integrazione al minimo, questa pensione risente del reddito ISEE familiare. Quest’ultimo infatti non può superare i 9.360 euro annui. Relativamente al patrimonio immobiliare, invece, il nucleo del richiedente non può superare i 30.000 euro, ad eccezione della casa di abitazione.  Per ottenere la pensione di cittadinanza il patrimonio mobiliare invece può raggiungere un tetto massimo di 6.000 euro. La soglia può aumentare di 2.000 euro per ciascun componente oltre il primo e fino ad un massimo di 10.000 euro. Si prevedono soglie più alte su tale patrimonio in presenza di figli successivi al secondo o con disabilità. Altro vincolo interessa il possesso di veicoli, navi o imbarcazioni entro requisiti specifici che è sempre utile verificare per il riconoscimento del diritto.

Chi riceve il diritto alla pensione di cittadinanza, può ricevere il sussidio per un periodo massimo di 18 mesi. Dopo tale termine, si può richiedere il rinnovo dopo una temporanea sospensione. È importante ricordare che se il richiedente percepisce già una propria pensione, l’INPS versa l’importo della pensione di cittadinanza calcolando la differenza. Resta ferma la soglia massima erogabile in base alla composizione del nucleo familiare.

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