Algoritmo anti evasione, come funzioneranno per i contribuenti italiani i nuovi controlli fiscali più serrati da parte dell’Agenzia delle Entrate

Sta per partire l’algoritmo anti evasione messo a punto dall’Agenzia delle Entrate  e previsto dal nuovo decreto emanato dal Dicastero dell’Economia e delle Finanze.

Lo scopo è scoprire i grandi evasori, portarli a regolarizzare la loro posizione e, nel caso in cui la compliance non vada a buon fine, sanzionarli.

Il nuovo algoritmo utilizzerà un incrocio di dati dal quale sarà difficile sfuggire: dati reddituali, dati patrimoniali immobiliari, dati patrimoniali mobiliari, conti correnti, carte di credito. Tutto sarà sotto l’occhio vigile del Grande Fratello fiscale.

Scendiamo nei dettagli e vediamo come funzioneranno i nuovi controlli.

Algoritmo anti evasione, come funzioneranno per i contribuenti italiani i nuovi controlli fiscali più serrati da parte dell’Agenzia delle Entrate

Questo nuovo algoritmo sarà utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per predisporre dei controlli a livello centrale e per stabilire quali sono i contribuenti a maggiore rischio di evasione fiscale.

Il punto nodale è l’incrocio fra i dati citati e presenti nell’archivio in possesso dell’Amministrazione Finanziaria, degli enti locali, dell’ente previdenziale e così via.

Per proteggere la privacy dei contribuenti, questi ultimi non saranno identificati sino a quando gli addetti dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza non procederanno ad azioni esecutive contro questi ultimi. Ci saranno sistemi anti intrusione che eviteranno ad eventuali hacker di risalire ai proprietari delle informazioni e dei dati.

Il decreto che prevede l’applicazione del nuovo algoritmo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.M. 28 giugno 2022 del Ministero dell’Economia e delle finanze.

Come funzioneranno le nuove procedure di controllo?

Algoritmo anti evasione, come funzioneranno per i contribuenti le nuove procedure di controllo? Questo algoritmo proteggerà la privacy dei contribuenti sino ad un certo punto. Per evitare e combattere l’evasione fiscale bisognerà sacrificare una parte di propri dati personali e sensibili.

Le attività di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale sono considerate prioritarie per il Governo anche a costo di inibire alcuni diritti dei cittadini.

L’entrata in vigore di questo nuovo algoritmo si è resa necessaria per attuare le esigenze richieste dal PNRR.

Il punto forte di questo nuovo sistema di controllo è l’incrocio nei dati che si ritrovano nelle banche dati, negli archivi finanziari, negli archivi degli enti locali e bancari. Si va dalle dichiarazioni fiscali al patrimonio immobiliare e mobiliare dei contribuenti italiani, al loro tenore di vita sulla base delle spese annualmente sostenute, fino alle informazioni di natura contabile per i titolari di posizione IVA.

Il punto debole è ovviamente la privacy. Il rischio che alcuni hacker possano introdursi nei sistemi ed effettuare delle alterazioni o, addirittura, furti di dati è basso, ma c’è.

Il Garante della Privacy rassicura che ciò non accadrà e che i dati dei contribuenti saranno al sicuro. Nel frattempo il Garante ha puntato Google Analytics che potrebbe ledere la privacy.

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, rassicura che i contribuenti regolari non saranno intaccati da tali controlli serrati.

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