Bancomat e i cambiamenti in atto, quando e quanto si potrà prelevare e quali errori non dobbiamo fare

L’Italia ha l’obiettivo di aumentare i pagamenti elettronici al posto dell’utilizzo dei contanti, per limitare le frodi e limitare l’evasione fiscale.

Ma su questo progresso ci sarebbe un ostacolo da superare, ovvero le varie commissioni sui pagamenti POS e anche i costi di prelievo del contante dagli sportelli ATM.

Alessandro Zollo, Amministratore Delegato di Bancomat SpA, società con 23 milioni di fatturato, i cui soci sono 120 banche che emettono bancomat per i clienti, ha presentato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato un progetto.

L’obiettivo di questo progetto sarebbe abolire del tutto la commissione interbancaria per chi accetta pagamenti con POS e la commissione pagata dai clienti che prelevano all’ATM.

Tutto questo avverrebbe con il fine di rendere più sostenibile questo metodo di pagamento. L’istruttoria è iniziata il primo dicembre del 2020 ed è ancora in corso. L’Autorità Garante, però, ha spostato al 31 ottobre 2022 la chiusura dell’istruttoria.

Quanti sono i prelievi e i pagamenti effettuati con questo strumento?

Prima di esaminare le novità sul bancomat e i cambiamenti in atto, parliamo di numeri. Sono circa 150 milioni, su un totale di 550 milioni, i prelievi effettuati attraverso ATM diversi dalla propria banca e quindi che prevedono il pagamento di una commissione. I restanti milioni di prelievi, invece, vengono effettuati da clienti della propria banca.

La commissione che si paga all’ATM di una banca diversa dalla propria, non terrebbe conto nemmeno della somma prelevata. Ovvero se si prelevano solo 20 euro, si pagheranno comunque 2 euro di commissione, la stessa cifra che si pagherebbe se si prelevassero 500 euro.

Inoltre la banca che ha emesso la carta deve pagare alla banca proprietaria dell’ATM 49 centesimi di commissione interbancaria.

L’AD Zollo spiega che questo è un servizio in perdita, perché il costo di manutenzione della macchina ATM per ogni prelievo, è di un euro, dunque questo modo di operare, alla lunga, non è più sostenibile.

Ma la commissione che si paga durante il prelievo ad un ATM diverso da quello della propria banca, da chi viene percepito? Dalla banca proprietaria dell’ATM o dalla banca che ha emesso la carta? Non tutti lo sanno, ma la commissione verrebbe percepita da quest’ultima.

Secondo Zollo bisognerebbe per prima cosa azzerare la commissione interbancaria di 49 centesimi, seconda cosa bisognerebbe permettere che la commissione pagata ad altri ATM finisca nelle casse della banca proprietaria di quest’ultimo, in modo da coprire i costi delle operazioni.

Ci sono alcuni consigli da seguire per prelevare dagli ATM e non insospettire il Fisco.

Bancomat e i cambiamenti in atto, quando e quanto si potrà prelevare e quali errori non dobbiamo fare

Si avvicina sempre di più la data (30 giugno) tutti gli esercenti che non accetteranno pagamenti elettronici, saranno tenuti a pagare una sanzione di 30 euro più il 4% del valore dell’operazione negata.

Commercianti, artigiani, professionali, chiunque dovrà accettare pagamenti anche minimi attraverso il POS.

L’unico modo per non accettare il pagamento e non incorrere nella sanzione è dimostrare di aver avuto problemi tecnici con il macchinario.

Il Governo ha introdotto delle agevolazioni per tutti coloro che saranno obbligati ad accettare pagamenti elettronici, agevolazioni economiche sotto forma di crediti d’imposta.

Già nel 2021, secondo il Politecnico di Milano, c’è stato un incremento di 327 miliardi di euro in pagamenti elettronici, più 22% rispetto al 2020.

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