Addio all’assegno mensile di invalidità civile INPS da 287 euro se manca questo requisito fondamentale

Lo scorso giovedì l’INPS ha pubblicato il messaggio n. 3495 in tema di liquidazione dell’assegno mensile di invalidità. Non è stata una bella novità, anche se, a onor del vero, l’Ente di Previdenza ha solo recepito l’orientamento della Corte di Cassazione.

In sostanza la svolta è legata al fatto che l’assegno sarà riconosciuto solo se non si lavora, a prescindere dal reddito dichiarato dal beneficiario. La novità è sostanziale, perché nei fatti stringe i criteri per l’ottenimento della prestazione.

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Illustriamo tutto con ordine, anticipando che diremo addio all’assegno mensile di invalidità civile INPS da 287 euro se manca questo requisito fondamentale.

Come funziona l’assegno mensile di invalidità civile INPS?

Il messaggio n. 3495  fa riferimento all’assegno mensile  erogato su domanda (dal 1° ottobre è più facile chiedere i servizi online dell’INPS). Esso è previsto in favore di persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni e 7 mesi, con riduzione di capacità lavorativa parziale (e accertata) tra il 74 e il 99%.

Oltre ai requisiti anagrafici e di invalidità, c’è anche quello legato all’inattività lavorativa, “salvo casi particolari”. La novità, in sintesi, è che spariscono anche questi casi particolari, in favore del più generico requisito dell’inattività lavorativa.

Finora l’assegno (per il 2021 l’importo è di 287,09 euro) veniva erogato a chi si trovasse in stato di disoccupazione. Tuttavia, quest’ultimo resta in piedi anche quando il richiedente lavora ma produce un reddito non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione.

Queste soglie dei redditi prodotti variano a seconda della tipologia di attività svolta. Il tetto è infatti di 8.145 euro annui nel caso di lavoro alle dipendenze, mentre di 4.800 euro nel caso di lavoro in proprio.

Addio ai casi particolari

Il recepimento delle pronunce di legittimità della Corte rivoluziona questo stato di cose. In pratica cambiano i requisiti per il riconoscimento dell’indennità mensile di invalidità civile.

Lo afferma l’INPS nella parte finale del messaggio n. 3439. Infatti scrive: “[…] lo svolgimento dell’attività lavorativa, a prescindere dalla misura del reddito prodotto, preclude il diritto al beneficio”.

Addio all’assegno mensile di invalidità civile INPS da 287 euro se manca questo requisito fondamentale

La portata della novità, quindi, è consistente. Detta diversamente, il mancato svolgimento dell’attività lavorativa è un elemento costitutivo del diritto all’assegno.

Fino a ieri si potevano anche produrre dei redditi, entro certi limiti, e percepire la prestazione. A partire dal 14 ottobre (giorno della pubblicazione del messaggio) non è più così. Chi lavora, a prescindere da quanto reddito annuo produca, non ha diritto al beneficio. L’inattività lavorativa va intesa alla lettera, senza alcuna produzione di reddito.

Limiti anagrafici, requisiti sanitari e inattività lavorativa: ecco gli elementi costitutivi del diritto, senza nessun caso particolare. L’assegno mensile di invalidità sarà erogato solo a chi possiede questi paletti fissati dalla legge.

Approfondimento

L’aumento delle pensioni nel 2022 dovrebbe funzionare così ma attenti a questo particolare.

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