La migliore legna da ardere per il riscaldamento dovrebbe avere queste 2 qualità che pochi conoscono

legna

Abbiamo già visto come evitare fregature nell’acquisto del pellet per caldaie e stufe. Oggi invece ci concentreremo sulla legna da ardere. Partiamo dalla considerazione che non è tutta uguale. Diametro, stagionatura, prezzo, tipo di pianta, conservazione, sono tra i principali fattori da valutare.

Ma quale di questi sono quelli essenziali dai quali non si dovrebbe prescindere? In generale, la migliore legna da ardere per il riscaldamento dovrebbe avere queste 2 qualità che pochi conoscono.

Prezzo e diametro del legname

Chi è in procinto di acquistare legname per il riscaldamento si scontra subito con due fattori: prezzo e diametro del legname. Quest’ultimo è valido soprattutto se siamo direttamente sul luogo di vendita del prodotto.

In effetti un diametro sottile potrebbe essere sinonimo di scarsa resa in calore. Di contro, la legna grossa potrebbe dare problemi pratici, perché magari non entra nella bocca del camino o della stufa. Inoltre più grande è la dimensione della legna, maggiore il tempo di stagionatura necessario per eliminare l’umidità.

Anche il prezzo è un fattore importante, ma non decisivo per capire se si tratta della migliore legna. Ad esempio, le spese di trasporto possono incidere tanto e sono comunque indipendenti dalla qualità del legname recapitato.

La stagionatura alla base della scelta della migliore legna

La migliore combustione, e quindi la migliore resa, deriva dalla legna secca. Secondo gli esperti, il tasso di umidità non dovrebbe superare il 15-20%, che si ottiene dopo 18-24 mesi di essiccamento in luogo riparato da vento e pioggia.

Il legname appena tagliato contiene invece intorno al 75% di umidità. Questo rappresenta un grande problema per la combustione: produce molto fumo, riscalda poco e in alcuni casi può danneggiare anche l’impianto.

Un legname poco essiccato può avere tassi di umidità del 50%. Anche in questo caso valgono parte dei problemi di cui sopra, specie con riferimento ala fuliggine.

In sede d’acquisto, accertiamoci che il legname di alberi decidui (cioè non sempreverdi) sia stato ottenuto in inverno. Nella stagione del freddo la linfa non circola e quindi questa legna contiene meno umidità già all’atto del taglio.

La tipologia della legna

Accanto all’umidità, anche la tipologia della legna è un altro parametro importante per la combustione e quindi per il calore finale. Sul mercato si distingue tra legna detta dolce e legna forte.

Quella dolce accende facilmente, ma brucia altrettanto in fretta, rivelandosi poco adatta all’impianto di riscaldamento domestico. In questo gruppo di legname troviamo il pioppo, l’abete, il pino, il castagno, il salice e l’ontano.

Al contrario quella forte risulterebbe perfetta, in quanto brucia più lentamente. In genere, combustione e calore sprigionato si rivelano ottimali per gli impianti domestici come stufe, termo camini, etc. In questo gruppo troviamo faggio, leccio, rovere, quercia, frassino e betulla.

La migliore legna da ardere per il riscaldamento avrebbe queste 2 qualità che pochi conoscono

Dunque, il miglior legname da ardere andrebbe scelto in base all’umidità (e quindi alla stagionatura) e in base tipologia. Infine non dimentichiamo mai un altro elemento che influenza la qualità della combustione: lo stoccaggio a casa del legname.

Abbiamo già visto come conservare la legna da ardere per caldaia, stufa e camino. In generale, vanno scelti luoghi riparati da tutte le intemperie e ben arieggiati.

Approfondimento

Come riconoscere a prima il miglior pellet e assicurarsi che sia di buona qualità.

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