A un’ora da Torino c’è un castello fiabesco che ci fa sentire principi e principesse ogni giorno

Dire che le fiabe piacciono solo ai bambini è una grave inesattezza. Infatti, i protagonisti delle fiabe sono spesso adulti che, con i loro difetti ma anche con le loro virtù, cercano di superare i problemi che la vita propone. Di conseguenza, tutti vorrebbero immedesimarsi in quegli eroi, a prescindere dalla propria età. Quando visitiamo un luogo che ci ricorda l’ambientazione delle fiabe, la nostra mente vaga, lasciamo spazio all’immaginazione e ci liberiamo da tutti i problemi della vita quotidiana. Per questa ragione a un’ora da Torino c’è un castello che ricorda proprio tutte queste belle cose.

Il castello

Ci troviamo a San Secondo di Pinerolo e più esattamente proprio nella località Mirandolo. Il castello apparteneva ad una famiglia tra le più nobili del Piemonte sabaudo, i Cacherano di Bricherasio. Il castello non è mai stato usato come argine difensivo quanto piuttosto come villa di campagna in cui rilassarsi. Alcuni documenti attestano la sua presenza già dalla prima metà del Quattrocento. Tra l’altro, molti membri della famiglia Cacherano di Bricherasio erano dei militari, ma nella famiglia ci sono stati anche moltissimi mecenati che hanno arricchito il castello.

Tuttavia, oltre al castello c’è anche un’altra parte altrettanto bella da visitare. Parliamo del parco del castello, che già alla fine del Settecento faceva invidia a tutti. Si tratta di un parco con giardino all’italiana, che però ha subito un rimaneggiamento nell’Ottocento volto a dargli anche un aspetto più romantico.

A un’ora da Torino c’è un castello fiabesco che ci fa sentire principi e principesse ogni giorno

Ancora oggi, infatti, si possono ammirare sia i vari sentieri creati nel bosco sia un lago. La forma del parco è vagamente ovale e misura più di 30.000 metri quadrati. Il parco è un’area estremamente importante dal punto di vista della vegetazione, dato che ci sono più di 70 diversi tipi di varietà botaniche e quasi 1.750 alberi. I più diffusi sono i platani, i tigli, i tassi, ma anche qualche bambù e persino un cedro del Libano e una sequoia. Per questa ed altre ragioni il parco è inserito nei giardini storici della Regione Piemonte.

Approfondimento

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