A due passi da Torino c’è questo capolavoro dell’architettura mondiale che in pochi conoscono

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In questi mesi estivi molti di noi amano viaggiare e concedersi piccoli viaggi. Molti di noi amano in questo periodo viaggiare in mete da sogno poco battute dai turisti per fuggire la folla. Sia che possiamo permetterci di allontanarci da casa, sia che rimaniamo vicino alle nostre città, il nostro Paese offre località molto interessanti. L’Italia possiede un patrimonio artistico e architettonico unico al Mondo, fonte inesauribile di ispirazione. Anche chi conosce bene la propria zona di residenza è possibile che non sia a conoscenza di tutti i luoghi di interesse. Oltre ai posti più turistici e famosi, ogni città possiede zone nascoste e spesso abbandonate di dolente bellezza. Oggi vogliamo proprio parlare di un luogo del genere, che in pochissimi conoscono. Infatti, a due passi da Torino, c’è questo capolavoro dell’architettura realizzato da uno dei più famosi artisti mondiali.

Le vestigia di un passato glorioso

La località di cui parliamo oggi è un luogo abbandonato che in pochissimi conoscono. Si tratta di un reperto di archeologia industriale, un tempo considerato una costruzione d’avanguardia. Stiamo parlando della cartiera Burgo di San Mauro Torinese. Negli anni Settanta la dirigenza di questo gruppo industriale ha commissionato la costruzione di una sede all’architetto brasiliano Oscar Niemeyer. Niemeyer è celeberrimo per la costruzione degli edifici governativi di Brasilia, ma anche per il Museo di Niteroi a Rio de Janeiro. Lo stile di questo architetto è unico e riconoscibile. Parabole e curve di vario tipo vengono usate per creare un effetto inaspettato, avveniristico e quasi surreale. E sono proprio queste le impressioni che si hanno osservando la cartiera di San Mauro.

A due passi da Torino c’è questo capolavoro dell’architettura mondiale che in pochi conoscono

L’edificio è circolare, di colore bianco, ed è impossibile che non riporti alla mente visioni extraterrestri e fantascientifiche. La costruzione si staglia al di là di uno specchio d’acqua progettato appositamente per creare un effetto inaspettato.

Se dall’esterno le linee e i colori rapiscono, anche gli interni sono degni di nota. Dismesso nel 2011, gli ambienti presentano segni di abbandono accanto ad arredamenti originali di grandissimo fascino.

Questo edificio unico si trova nel mezzo delle campagne e, salvo rare aperture straordinarie durante manifestazioni come Openhouse, rimane chiuso e non accessibile al pubblico.  In attesa che questo gioiello dell’architettura venga riscoperto, invitiamo a conoscere questo e molte altre gemme nascoste del patrimonio artistico italiano.

Approfondimento

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