5 consigli che aiuterebbero a ritardare l’arrivo dell’andropausa a 50 anni

L’andropausa, detta anche menopausa maschile è, come ben sappiamo, la riduzione della produzione di testosterone da parte delle gonadi maschili. Questo fenomeno, per certi versi simile alla menopausa femminile, è un processo fisiologico legato all’età.

La produzione di testosterone, infatti, inizia a diminuire già dai 30-40 anni e continua a scendere ogni anno dell’1% circa. A 50 anni, quindi, un uomo medio produce il 40% di testosterone in meno rispetto a quando aveva 20 anni.

A differenza della menopausa femminile, che sopraggiunge con la fine del ciclo mestruale, l’andropausa è un processo che potrebbe durare decenni. Infatti, i sintomi del progressivo calo di testosterone, e degli altri ormoni androgeni, potrebbero manifestarsi quando il fenomeno è in stato avanzato, anche intorno ai 60-70 anni. In questo articolo, oltre a scoprirne i classici sintomi, sveleremo, grazie ad alcuni studi, quali sono i 5 consigli che aiuterebbero a ritardare l’arrivo dell’andropausa.

Cosa succede quando l’uomo va in andropausa?

I sintomi dell’andropausa potrebbero riguardare non solo dei cambiamenti a livello fisico, ma anche nel comportamento. Infatti, potrebbero svilupparsi dei cambiamenti nell’attitudine, stati di depressione, declino cognitivo e insonnia. Oppure, potrebbero manifestarsi sbalzi d’umore e irritabilità, un calo nel desiderio, disfunzione e senso di stanchezza. Mentre, a livello fisico ci potrebbe essere un calo della massa e del tono muscolare, un aumento dei depositi di grasso (specie all’addome), ginecomastia e un aumento della sudorazione. Inoltre, si potrebbe anche riscontrare un aumento del rischio di malattie cardiache.

5 consigli che aiuterebbero a ritardare l’arrivo dell’andropausa a 50 anni

Per cercare di ritardare il calo del testosterone e, di conseguenza, l’arrivo dell’andropausa bisognerebbe innanzitutto condurre uno stile di vita corretto. Ciò vuol dire, quindi, introdurre nella propria quotidianità dei comportamenti che vanno a migliorare la qualità della vita.

Per conseguire questo obiettivo, un primo importante passo da fare è mangiare in modo equilibrato, limitando i grassi e prediligendo alimenti come frutta e verdura. Oltre a questo, sarebbe necessario anche idratarsi nella maniera adeguata, bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno. Per quanto riguarda, invece, gli altri aspetti della quotidianità, si consiglia di:

  • praticare attività fisica costantemente, ma senza affaticarsi troppo;
  • smettere di fumare e di consumare alcolici;
  • ridurre le situazioni di stress;
  • cercare occasioni di socializzazione;
  • tenere sotto controllo alcuni fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione, diabete e ipercolesterolemia.

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Il contenuto di questo articolo è stato letto, corretto e approvato dal referente scientifico, Dr. Raffaele Biello.
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