48 ore per godere estasiati delle bellezze di 4 isole che sono un gioiello di madre natura al confine tra cielo terra mare

C’è un vero e proprio Eden terrestre comunemente chiamato complesso delle isole Tremiti. Estremità Nord della Puglia, a pochi km dal Gargano, questi magici isolotti nell’Adriatico regalano all’esploratore un mix di emozioni difficili da tradurre in parole.

Passiamo a conoscerle. Servono solo 48 ore per godere estasiati delle bellezze di 4 isole che sono un gioiello di madre natura al confine tra cielo terra mare.

Cinque perle dal valore inestimabile

In realtà il complesso elle Tremiti è composto da 5 isole, ma una di esse è disabitata, ne è vietata la balneazione, la navigazione e l’accesso. Stiamo parlando di Pianosa, oggi Riserva Marina Integrale, un isolotto di circa 11 ettari privo di vegetazione ma dai fondali ricchissimi di vita.

Sono le restanti 4 perle (San Domino, Cretaccio, San Nicola e Capraia) quelle accessibili al pubblico e che meritano di essere scoperte. Anzitutto con l’animo, poi con gli occhi e il profumo dei luoghi. Lembi di terra che andrebbero visitati in due dimensioni: dal mare e calpestandole metro metro.

Le Tremiti non si visitano: si vivono

Per entrare in sintonia con il luogo e anche per dare un senso a questa possibile scelta, alla base di tutto ci deve essere un imperativo con noi stessi.

Le Isole Tremiti si vivono, non si visitano; non si organizzano tour in bus o auto o simili. Ma ci si immerge nella vita dei pochissimi residenti lasciando a casa, sulla terraferma, i propri pensieri, le proprie ansie, le proprie angosce.

Bastano 48 ore per godere estasiati delle bellezze di 4 isole che sono un gioiello di madre natura, al confine tra cielo terra mare. Si tratta di isolotti dalle ridotte dimensioni, specie Cretaccio, la più piccola delle Tremiti.

Invece San Domino, la più grande, è lunga soli 3 km ma offre più di 3 tonnellate di emozioni a chi è disposto a percorrerli.

È un concentrato di meraviglie in termini di mare, acque cristalline, aria sana, viste mozzafiato, sole e semplicità della vita. Un ritorno al passato che concilia un viaggio verso il nostro  mondo interiore per ritrovare quell’armonia perduta. Quel qualcosa che poi farà la differenza quando saremo di ritorno tra i comuni mortali.

Un elenco di posti da visitare in 48 ore per godere estasiati delle bellezze di 4 isole che sono un gioiello di madre natura  tra cielo terra mare

In termini di calette, c’è solo l’imbarazzo della scelta: Cala della Tramontana, Cala Matana, Cala delle Arene (quest’ultima per chi cerca bassi fondali) su tutte.

Poi c’è tantissima natura aspra e selvaggia che va tassativamente vissuta, altrimenti non ha neanche senso scegliere di visitare questo luogo. Anzi, forse è proprio il contesto del posto a non gradire certe tipologie di turismo mondano. Un fascino bucolico che appagherà a mille chi cerca la pace e l’armonia con il Creato.

Ad esempio non può mancare una passeggiata tra la fitta pineta di San Domino, una selva di pini d’Aleppo unica nel suo genere. Idem per le escursioni in barca: sarebbe come andare a Venezia e non fare un giro in gondola!

Tre le tante grotte e insenature naturali ricordiamo la Grotta delle Viole e la Grotta del Bue Marino, un tempo rifugio della foca monaca. Poi lo Scoglio dell’Elefante, con la sua proboscide immersa nell’acqua, e l’Architiello di Caprara dalla spettacolare volta alta 6 metri sull’acqua.

Infine raccomandiamo un giro-escursione al centro antico di San Nicola (ricordiamo il convento-castello dei frati benedettini e l’Abbazia di Santa Maria a Mare). Un dedalo di scalini che condurrà a una rupe da dove lo sguardo si perderà per sempre aldilà del concetto di limite e di orizzonte, fino a perdersi nell’infinito.

È tempo di fare bagagli e concedersi 48 ore per godere estasiati delle bellezze di 4 isole che sono un gioiello di madre natura al confine tra cielo terra mare. Infine, nell’articolo di cui qui il link illustriamo 5 spiagge da sogno in Salento, assolutamente da non perdere!

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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