3 semplici mosse per tenere i soldi del libretto postale al sicuro dai controlli dell’Agenzia delle Entrate

La maggior parte dei contribuenti utilizza il libretto di risparmio per custodire il denaro che riesce a mettere da parte ogni mese. Il risparmiatore italiano che non  ha bisogno di ampi margini di operatività, sceglie questo strumento finanziario anche per i costi di gestione.

Rispetto alle spese annue che bisogna sostenere in un istituto bancario per depositare il denaro, il libretto postale comporta costi inferiori. Ciò tuttavia non deve indurre a pensare che i titolari di libretto di risparmio non subiscano accertamenti da parte del Fisco. Pertanto i nostri consulenti suggeriscono almeno 3 semplici mosse per tenere i soldi del libretto postale al sicuro dai controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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Se poi non si nutre fiducia nell’operato degli istituti di credito sia bancari che postali conviene scegliere strade alternative. E di fatto esistono altre modalità di gestione dei propri risparmi che potrebbero rivelarsi più vantaggiose e convenienti. Per chi invece non intende affidarsi a soluzioni di investimento alternativo resta la possibilità di custodire il denaro per proprio conto. A tal fine la Redazione ha analizzato “5 validi motivi per tenere i soldi in casa invece che sul conto corrente in banca o in posta”. Chi invece non vuole convivere con il timore di subire furti sceglie la via del deposito postale o bancario.

Ma anche aprendo un libretto di risparmio dovrà prestare attenzione e agire con prudenza nel trasferimento dei contanti. Tuttavia basteranno 3 semplici mosse per tenere i soldi del libretto postale al sicuro dai controlli dell’Agenzia delle Entrate e operare con serenità.

3 semplici mosse per tenere i soldi del libretto postale al sicuro dai controlli dell’Agenzia delle Entrate

Gli accertamenti fiscali sui libretti postale sono più semplici da eseguire perché su questo prodotto finanziario non è possibile far confluire redditi da lavoro o ratei pensionistici. A meno che non si tratti di libretti nominativi o di libretti con codice IBAN non si può richiedere infatti l’accredito della pensione o dello stipendio. Di conseguenza il risparmiatore dovrà anzitutto evitare di versare con cadenza mensile somme di denaro perché ciò desterebbe i sospetti del Fisco. La seconda strategia da adottare per tenersi al riparo da accertamenti consiste nel limitare la consistenza dei versamenti.

Non si dovrebbe infatti superare di molto la giacenza media già presente sul libretto postale versano una quantità considerevole di denaro. In presenza di versamenti rilevanti il Fisco potrebbe chiedere al risparmiatore di fornire informazioni e dati relativi alla provenienza dei soldi. In terzo luogo proprio per evitare di dover rispondere della presenza improvvisa di liquidità si consiglia di far confluire sul libretto piccole somme di denaro. Con versamenti frequenti e di modesta entità difficilmente l’Autorità fiscale chiederà di giustificare il modo in cui il risparmiatore si procura la liquidità presente sul libretto.

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