Versamenti fiscali in scadenza a luglio. Quali le sanzioni per il ritardo

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Versamenti fiscali in scadenza a luglio. Quali le sanzioni per il ritardo?

L’ultima proroga per i versamenti fiscali vi è stata dal 30 giugno al 20 luglio. Dopo, non vi sono state ulteriori proroghe per imposte sui redditi e Iva, per i contribuenti soggetti agli Isa e quelli in regime forfettario. Quindi, se qualcuno non è riuscito ad effettuare i versamenti per il 20 luglio, si ci chiede quali siano le sanzioni per il ritardo. In base alla norma attuale, chi non ha pagato entro il 20 luglio può ancora farlo entro il 20 agosto, con una piccola maggiorazione dello 0,4%. Lo ha ribadito anche oggi il ministro dell’Economia, lasciando aperto qualche spiraglio per i ritardatari. Si stanno valutando soluzioni anche per chi pagherà entro il 30 settembre prossimo.

Cosa è stato detto in occasione della question time alla Camera

Si chiarito che per i versamenti fiscali in scadenza a luglio, la sanzione per il ritardo è la maggiorazione dello 0,4%.  Volgiamo, a questo punto, lo sguardo su dibattito politico al riguardo. In particolare, vediamo cosa è stato detto in sede di question time alla Camera. Il Ministro Gualtieri ha sostenuto che non si è registrata una significativa percentuale di ritardatari. I pagamenti sono stati per lo più regolari, nonostante la crisi. Occorre, comunque, fare i conti con la riduzione complessiva delle entrate fiscali dovuta all’emergenza Covid. Egli ha ricordato che sulle scadenze l’Italia è stata più benevola con i contribuenti rispetto a tutti gli altri Paesi europei. Essi, infatti, hanno ripreso da tempo, il ritmo delle scadenze regolari.

Inoltre, Gualtieri ha annunciato essere intenzione del Governo “utilizzare il prossimo scostamento di bilancio per rimodulare ulteriormente questo pagamento previsto per settembre. Si vuole, infatti, ridurre significativamente l’onere per i contribuenti per il 2020».

Poi, si è registrata un’apertura del Governo per riformare l’intero calendario dei versamenti fiscali, rendendolo mensile o trimestrale. Lo scopo sarebbe quello di superare il meccanismo degli acconti e dei saldi, per approdare ad un sistema basato sulla certezza dei tempi e degli adempimenti. Inoltre, si mira ad una diminuzione, nel corso dell’anno, degli importi da versare, calcolato in base a quanto effettivamente incassato dalle partite Iva.

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