Vedove e figli non pagano la successione all’Agenzia delle Entrate su questi  immobili e soldi in banca

I parenti che ereditano il patrimonio del defunto devono spesso sborsare somme di denaro anche molto consistenti. Le imposte da versare aumentano a seconda della quantità e del valore dei beni che confluiscono nell’asse ereditario. Ci si chiede infatti se sia preferibile rivolgersi al notaio o al Patronato e al Caf per risparmiare sui costi delle pratiche. Ciò perché le spese notarili potrebbero rivelarsi particolarmente elevate soprattutto nelle grandi città. Anche quando non vi sono appartamenti e altri beni immobili da trasferire agli eredi potrebbero esserci imposte da onorare.

La semplice spartizione fra gli aventi diritto dei risparmi del defunto potrebbe infatti richiedere il pagamento di tasse. Pertanto è utile per gli eredi sapere quali sono i costi di successione per i depositi sul conto corrente o libretto postale. Non tutti hanno idea di quanto possa costare un atto dal notaio e di quanto la spesa possa lievitare in proporzione ai beni. Conoscendo l’ammontare delle imposte si potrebbe invece   fare ricorso ad alcune alternative legali già prima del decesso del titolare del patrimonio.

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D’altronde forse molti non sanno che vedove e figli non pagano la successione all’Agenzia delle Entrate su questi  immobili e soldi in banca. Vi sono infatti particolari circostanze che consentono l’esonero dal versamento di tasse. Anzitutto esistono 3 specifici casi che sollevano i familiari e gli altri eredi dagli obblighi fiscali previsti dalla legge. A questi si aggiungono le quote di eredità relative al passaggio di proprietà di aziende a conduzione familiare. Analizzeremo pertanto le esenzioni di cui godono sia il coniuge che i discendenti del titolare venuto a mancare.

Vedove e figli non pagano la successione all’Agenzia delle Entrate su questi  immobili e soldi in banca

Nel Testo unico n. 346/1990 sono presenti le disposizioni relative al pagamento delle imposte da versare all’Autorità fiscale. Esso disciplina anche l’esenzione del versamento per alcuni contribuenti. In particolare se nell’asse ereditario rientra l’azienda familiare non devono pagare tasse di successione né il coniuge superstite, né gli altri aventi diritto. Non si versano neanche imposte di trascrizione e catastali su eventuali beni immobili di proprietà dell’azienda.

Un discorso a parte meritano la presenza di soldi in giacenza sul conto corrente o su libretto. Anche in questo caso non si devono sostenere costi fiscali se l’ammontare dei risparmi non supera il valore della franchigia di un milione di euro. In caso contrario, anche gli eredi diretti sono tenuti a versare un’aliquota del 4% sulla quota che eccede la suddetta franchigia.

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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