Vantaggi fiscali con gli ISA (Indici di affidabilità fiscale)

Ci sono dei Vantaggi fiscali con gli ISA.

Gli ISA, Indici sintetici di affidabilità fiscale, attribuiscono ai contribuenti un voto, una sorta di giudizio in merito all’affidabilità fiscale basato su diversi parametri.

In particolare,   esprimono un voto sul grado di affidabilità dei comportamenti fiscali dei contribuenti mediante una metodologia statistico-economica. Essa è  basata su un sistema di indicatori consistenti in dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta.

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Cosi i titolari di partita IVA con un voto da 8 in su avranno accesso a dei benefici premiali. Mentre per i contribuenti con un punteggio inferiore a 6 non solo non potranno godere di questi vantaggi, ma saranno anche oggetto di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quali sono tutti i vantaggi fiscali  fiscali con gli ISA?

La circolare pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate  chiarisce tra gli altri anche a quali sono i benefici premiali per i contribuenti risultati affidabili dal punto di vista fiscale.

benefici previsti per i contribuenti ritenuti affidabili sono:

  • L’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50.000,00 euro annui relativamente all’imposta sul valore aggiunto e per un importo non superiore a 20.000,00 mila euro annui in relazione alle imposte dirette e all’Irap;
  • L’esonero dal visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi IVA per un importo non superiore a 50.000,00 mila euro annui;
  • L’esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative, anche ai fini di quanto previsto al secondo periodo del comma 36-decies, dell’articolo 2, del Dl n. 138/2011;
  • L’esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici (articoli nn. 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, Dpr n. 600/1973 e 54, secondo comma, secondo periodo, Dpr n. 633/1972);
  • L’anticipazione di almeno un anno, dei termini di decadenza per l’attività di accertamento (articoli nn. 43, comma 1, Dpr n. 600/1973 e 57, comma 1, Dpr n. 633/1972;
  • L’esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo (articolo 38 del Dpr n. 600/1973), a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi quello dichiarato.

E a cosa si va incontro con un ISA basso ?

Con un punteggio basso, invece, aumenta la probabilità per il contribuente di essere sottoposto a controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I contribuenti con punteggio basso possono decidere di adeguarsi ma come anche chiarito dal MEF possono utilizzare il campo note aggiuntive per giustificare il basso punteggio e sfuggire ai controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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