Un ETF a +200%, miglior rendimento a 10 anni

Possibile mai un ETF a +200%, miglior rendimento a 10 anni esista davvero? Esiste, sì, e più che essere “in carne ed ossa” è di tipo “replica fisica” (e non sintetica), cioè è un fondo che compra realmente le azioni che compongono la sua composizione, struttura interna. L’ETF in questione è l’iShares Core MSCI World UCITS (acc), e ed investe sul mercato azionario globale, cioè sulle aziende di tutto il mondo. Può andare solo long e non effettua operazioni ribassiste. Per capire quanto ha reso facciamo un esempio: €1.000 ipotetici impiegati all’origine, avrebbero reso circa €3.000. Tutt’altro che male. Nel suo 1° decennio di vita ha reso questa performance strabiliante in virtù dei suoi innumerevoli punti di forza. Spulciamoli tutti.

Grafico e rendimenti

Sicuramente un punto di forza dello strumento è di essere nato in momento di crollo dei mercati (mutui subprime) e quindi di aver comprato a forte sconto. Una situazione simile a quella attuale per intenderci. Ma siamo sicuri che anche nei prossimi 10/20/30 anni il fondo ha tante carte in regola per elargire soddisfazioni a iosa. Il grafico sottostante (tutti i dati tecnici sono tratti da: JustETF, 26/04/’20)

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mostra il +256% da settembre 2009 al febbraio 2020. Se lo riferiamo ad oggi, dopo i crolli di marzo, l’ETF fa “solo” +194%. Dal 1° gennaio ad oggi sta invece cedendo  –11,77%. Quindi, al netto dell’investimento di breve termine (1/2 anni), dal medio in poi l’ETF non teme confronto alcuno. Attualmente esso scambia a circa $49,09, ed il minimo e massimo degli ultimi 12 mesi sono stati (rispettivamente) $39,92 e $60,40.

L’asso nella manica dell’ETF: la diversificazione geografica e settoriale

Queste perfomance da “campioni del mondo” riescono perché il fondo attua una magistrale diversificazione del portafoglio. È questo il suo vero segreto del successo. Diversificazione al parossismo! Cioè, che vuol dire? Elimina qualsiasi rischio specifico. Esempio: se io mi espongo interamente sul petrolio ed esso mi passa dai $40 da quando lo compro ai circa $17 di oggi, sono fregato. O se ad esempio penso che le azioni del Giappone siano le migliori in assoluto e poi quel Paese entra in profonda recessione, …abbiamo capito. O se m’innamoro di un’azienda che produce prodotti avveniristici molto domandati e poi ad esempio il mercato cambia completamente prospettiva, …vedi sopra! Ora, è anche vero che i mercati fluttuano, e i primi 4 mesi del 2020 lo testimoniano. Tuttavia l’ETF compra tante aziende (le più rappresentative; ossia le migliori), quindi se una dovesse fallire non è un mio problema: un’altra più efficiente prenderà il suo posto.

Gli altri vantaggi

Il fondo ha un patrimonio raccolto a dir poco gigantesca: 19,014 mld di $, dal 25 settembre 2009 (giorno cui è nato) ad oggi. Ha costi di gestione veramente “ridicoli” se paragonati a quelli applicati dalla stragrande maggioranza dei gestori di fondi comuni d’investimento di tipo azionario. Solo lo 0,20% di TER, un campione anche al riguardo. Ha poi nel portafoglio azioni vere (campionamento ottimizzato) e non è di tipo sintetico; quindi offre comunque una ricchezza concreta di protezione. Ancora: i dividendi delle aziende inserite nell’ETF non vengono distribuiti ma reinvestiti nel fondo. Ottimizza anche l’aspetto fiscale del risparmiatore di lungo periodo (non ha a fine anno la relativa tassazione, ma solo all’atto finale della vendita).

I “punti a sfavore”

A dire il vero è veramente difficile trovare punti a sfavore di tale strumento. O forse se ne possono ravvisare un paio. Il primo: il tasso di cambio, dato che è un prodotto in $. Non ha copertura in materia, quindi ci espone a possibili rischi di fluttuazioni dell’euro/dollaro. Farlo noi al posto del fondo? Forse sì, forse no. Sì per la sicurezza (ma poi deprime i rendimenti); no perché solo (alla lettera!) la fine del mondo inciderebbe così tanto sul cambio da compromettere buona parte dei rendimenti.

Il secondo: nessuno 10 anni fa avrebbe potuto scommettere che il mercato azionario globale avrebbe fatto simili rialzi. Tuttavia a smentire questo “difetto” c’è da dire che l’economia, come la vita umana, è per sua natura tesa a progredire, ad andare avanti. Negli ultimi 2.000 anni la vita ha sempre rispettato questa legge elementare. Ora, o tra i prossimi 10 siamo destinati a scenari apocalittici, e in quel caso i soldi sarebbero l’ultimissima preoccupazione, altrimenti è verosimile che nel frattempo si sarà progrediti. Morale: tra 10/20 anni è impossibile dire di quanto crescerà l’economia globale, ma al 90% è legittimo ipotizzarla “migliore” dell’attuale.

Non c’è che dire, un ETF a +200%, miglior rendimento a 10 anni è davvero un fondo da applausi a scena aperta.

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