Tra poche settimane il tuo conto corrente sarà a rischio e spieghiamo perché

Il Governo ha tentato di arginare l’attuale crisi finanziaria con una serie di manovre contenute nelle disposizioni normative degli ultimi mesi. Una di queste iniziative era volta a rallentare l’avvio di procedure legali di recupero crediti. Un’arma a doppio taglio che da una parte agevola i debitori in difficoltà. Dall’altra però penalizza chi ha diritto a riscuotere delle somme non pagate. La difficoltà nel riscuotere quanto dovuto è comune a privati, imprese e Stato. Abbiamo approfondito in un recente articolo l’imponente mole di imposte che lo Stato non ha incassato negli anni.

Oggi vogliamo capire come evolverà la situazione nel prossimo futuro e cosa accadrà al termine della sospensione dei pignoramenti. Il timore è che le tante richieste accumulate in questi mesi possano bloccare l’operatività dei tribunali. O che migliaia di azioni di recupero diventino esecutive improvvisamente. Forse, tra poche settimane il tuo conto corrente sarà a rischio e  spieghiamo perché.

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La data del 15 ottobre

Il Decreto Cura Italia ha introdotto dallo scorso marzo, il divieto di notificare cartelle di pagamento, atti di pignoramento e misure cautelari. La norma è stata successivamente prorogata fino al 15 agosto dal Decreto Rilancio. Ad oggi sono, quindi, ancora validi i blocchi e i pignoramenti di stipendi, pensioni e indennità.
Il divieto si estende a tutte le cartelle inviate ai debitori dall’ Agenzia delle Entrate. Mentre sono validi e attivi i pignoramenti presso terzi avviati prima del Decreto Cura Italia.

Insieme a beni immobili e valori mobiliari, i conti correnti sono l’oggetto più tipico dei pignoramenti. Dal 15 ottobre è probabile che gli ufficiali giudiziari riprendano le notifiche di pignoramento alle banche. Tra poche settimane il tuo conto corrente sarà a rischio? Ovviamente, la risposta è sì solo nel caso in cui un creditore abbia agito nei nostri confronti. Ma anche se abbiamo già ricevuto comunicazioni in merito, il pignoramento potrebbe non essere così scontato.

Tra poche settimane il tuo conto corrente sarà a rischio e  spieghiamo perché

Il creditore può chiedere al giudice di pignorare beni del debitore fino a soddisfare i crediti vantati. Pignorare i conti correnti è una procedura comoda perché evita di dover procedere alla vendita di beni pignorati. La complessità risiede nel conoscere esattamente di quanti e quali conti disponga un debitore. L’Agenzia delle Entrate dispone di uno specifico elenco, detto anagrafe tributaria.

L’iter di accesso è però così lungo e complesso da dare sovente il tempo al debitore di svuotare il conto. Molti creditori preferiscono quindi rivolgersi a società in grado di individuare i conti correnti di un determinato soggetto.
Tra poche settimane il tuo conto corrente sarà a rischio, se sei nel mirino di un creditore. Con la Sentenza 6393/15 la Cassazione ha stabilito che i versamenti effettuati per coprire un conto in negativo non sono pignorabili. Ricordiamo anche che un conto cointestato consente di pignorare solo il 50% della giacenza.

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