Telefonata tra Biden e Xi sullo sfondo della crisi di Taiwan

Pentagono

La Cina e gli USA tornano a scontrarsi. La tensione, che dopo l’amministrazione Trump si sperava iniziasse una fase calante, sembra invece tornare alta. Il che aggiunge un altro tassello alla già complessa situazione internazionale.

Per questo motivo la telefonata tra Biden e Xi, o per meglio dire la videochiamata prevista per oggi tra il presidente USA e quello cinese Xi, assume i connotati di una missione diplomatica. Sebbene sia impensabile che dopo il colloquio arrivino concessioni di qualsiasi tipo da Pechino. Comunque sia, è indispensabile che i canali di comunicazione tra le parti rimangano aperti. Soprattutto in considerazione dell’influenza che inevitabilmente la Cina potrebbe avere sulla Russia.

Telefonata tra Biden e Xi sullo sfondo della crisi di Taiwan

Alla base della querelle, tra Washington e Pechino c’è la visita di Nancy Pelosi, speaker della Camera dei Deputati statunitensi, a Taiwan. Un viaggio che, annunciato da tempo e rimandato ufficialmente per cause contingenti, non è stato mai gradino al Dragone. Da parte sua Xi, potrebbe scegliere di mantenere alta la tensione per un motivo specifico, ovvero distrarre parte dell’opinione pubblica dai diversi problemi che la potenza asiatica deve affrontare in questo periodo.

Di qualche giorno fa la conferma di un prodotto interno lordo che per il secondo trimestre non è andato oltre i +0,4% anche a causa di vari motivi. Tra questi la crisi immobiliare che ha portato nelle scorse settimane ad una clamorosa protesta da parte degli acquirenti di immobili in fase di costruzione che si sono rifiutati di pagare le rate di mutui su immobili che continuano a svalutarsi costantemente. E ancora. Pechino ha dovuto scontare anche le conseguenze delle misure di restrizione estrema scelte dal Governo cinese per arginare i contagi da Covid.

Whuan di nuovo in lockdown

Ironia della sorte: oggi la cittadina di Whuan, dalla quale si presume abbia preso piede la pandemia, si è trovata nuovamente in lockdown. Attualmente si parla di circa 1 milione di persone bloccate a causa di 4 contagi, per giunta asintomatici. Ma a prescindere dal quadro di fondo, la realtà oggettiva vede i vertici del Pentagono intenzionate ad organizzare e rafforzare la propria presenza. Anche con speciali sistemi di sorveglianza e con navi o aerei.

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