Spesso facciamo questo gesto con le braccia senza renderci conto che stiamo esprimendo un disagio

La capacità di capire il comportamento e pensieri di un individuo è innata in ognuno di noi. Infatti, si dice che la comunicazione non verbale rappresenti il 95% della comunicazione. È di fatto il primo atto comunicativo tra gli esseri umani, ancor prima del linguaggio orale.

L’aspetto affascinante di questi meccanismi è che spesso non ci si rende conto di manifestare con i gesti il contrario di quello che esprimiamo a parole. Un classico gesto che effettuiamo inconsciamente è, ad esempio, quello di incrociare le braccia. Infatti, spesso facciamo questo gesto con le braccia senza renderci conto che stiamo esprimendo un disagio.

Cosa vogliono dire le braccia conserte nel linguaggio non verbale

L’atto di incrociare le braccia verso il petto è la manifestazione di un bisogno di protezione. È una sorta di barriera che poniamo tra noi e ciò che riteniamo un pericolo, o una situazione avversa.

Infatti, facciamoci caso: se una persona è visibilmente tesa e si pone sulla difensiva, tenderà sempre a portare le braccia al petto, incrociandole.

Gli esperimenti, orientati in questo senso, dimostrano che quando l’ascoltatore ha le braccia conserte vuol dire che nutre pensieri negativi verso chi parla. E addirittura, che ha poca voglia di prestare attenzione a ciò che gli viene detto.

Per questo motivo, non è una buona abitudine quella di porsi in questo modo in una situazione sociale piacevole. Se in compagnia di amici mettiamo le braccia conserte, daremo subito l’impressione di non essere a nostro agio in quel momento.

Infatti, come per ogni segnale corporeo, il senso del messaggio non sta solo dalla parte di chi lo invia, ma anche di chi lo riceve. Insomma, anche se banalmente incrociamo le braccia per stare in una posizione più comoda, il resto della comitiva avrà una percezione negativa di questo atteggiamento. Abbiamo visto dunque, che spesso facciamo questo gesto con le braccia senza renderci conto che stiamo esprimendo un disagio.

Cosa possiamo fare per noi stessi?

Un buon esercizio da fare è quello di abituarsi a non incrociare le braccia in presenza di altre persone.
Ad esempio, si potrebbe trovare un pretesto per avere le mani sempre occupate. Oppure quello di posizionare le braccia sui braccioli della sedia.
Assumere una posizione “aperta” darà sempre una buona impressione verso i nostri interlocutori.

Questo è un aspetto fondamentale non solo nei rapporti umani, ma anche in quelli lavorativi.
Basti pensare a quanto può essere efficace assumere un atteggiamento di apertura verso un cliente importante. Potrebbe fare tutta la differenza del mondo.

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