Sempre meno assegni di invalidità: ecco i motivi

Si evidenziano sempre meno assegni di invalidità: ecco i motivi.

L’assegno di invalidità è una prestazione economica, erogata a domanda, in favore di coloro la cui capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo a causa d’infermità fisica o mentale.

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E’ rivolto ai lavoratori dipendenti, autonomi e iscritti alla gestione separata.

La domanda deve essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può presentare la domanda tramite Contact center al numero gratuito da rete fissa 803 164 oppure 06 164 164 da rete mobile.

Altrimenti, è possibile rivolgersi ai patronati.

L’assegno ha validità triennale, ma può essere rinnovato su richiesta dell’interessato.

Sempre meno assegni di invalidità: ecco i motivi

I motivi per i quali si può perdere l’assegno d’invalidità sono diversi. Ecco quali sono:

La mancata conferma dell’assegno d’invalidità

L’assegno di invalidità non è una prestazione definitiva nel tempo, ha validità triennale e deve essere confermato.

L’Inps deve verificare la permanenza sia delle condizioni di salute che di quelle amministrative che danno diritto al trattamento.

Il titolare, pertanto, dovrà presentare la domanda di conferma dell’assegno.

Dopo la terza conferma, la prestazione, salvo richiesta di revisione, verrà riconosciuta in automatico.

Il diritto all’assegno d’invalidità si può perdere quando la Commissione medica dell’Istituto non conferma le condizioni d’invalidità o quando l’interessato non presenta la domanda di conferma.

Revoca dell’assegno d’invalidità in caso di revisione

L’Inps può revocare l’assegno d’invalidità anche quando dalla visita di revisione risulta venuto meno lo stato di invalidità o quando il titolare matura il diritto alla pensione anticipata.

La revoca interviene anche quando la prestazione sia stata già confermata in automatico.

L’Inps può sempre sottoporre il titolare dell’assegno d’invalidità ad accertamenti sanitari.

L’assegno verrà revocato dal mese successivo a quello in cui è stato effettuato l’accertamento.

Revoca per il diritto alla pensione d’inabilità

L’assegno d’invalidità può essere revocato anche quando dalla visita di revisione emerge un peggioramento delle condizioni di salute del titolare.

Tale peggioramento da diritto al titolare alla pensione ordinaria di inabilità.

In questo caso, l’assegno d’invalidità viene revocato e sostituito dalla pensione d’inabilità.

Trasformazione dell’assegno in pensione di vecchiaia

Anche quando il titolare dell’assegno d’invalidità raggiunge l’età pensionabile per la vecchiaia l’assegno stesso viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia.

L’importo della pensione di vecchiaia non potrà, comunque, mai essere inferiore a quello dell’assegno d’invalidità.

Sospensione dell’assegno per rifiuto di presentarsi alla visita

Anche quando il titolare dell’assegno d’invalidità rifiuta di sottoporsi alla visita medica senza alcun giustificato motivo, l’Inps ne sospende il pagamento.

Qualora dalla visita di revisione risulti confermato lo stato d’invalidità, il pagamento dell’assegno verrà ripristinato dalla data della sospensione.

In caso contrario, l’assegno verrà revocato con effetto dalla data di sospensione.

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