Se il petrolio raggiungesse quota 100 dollari non sarebbe una sorpresa

Dopo questa chiusura settimanale se il petrolio raggiungesse quota 100 dollari non sarebbe una sorpresa. Di questo, però, ci occuperemo nella sezione relativa all’analisi grafica. Adesso occupiamoci delle cause che stanno spingendo al rialzo l’oro nero e di cui ci eravamo occupati già nei precedenti report.

I prezzi del petrolio hanno raggiunto un massimo di tre anni spinti dalle previsioni di un deficit di fornitura nei prossimi mesi, mentre l’allentamento delle restrizioni di viaggio legate al coronavirus stimola la domanda.

La domanda di  petrolio è aumentata con la ripresa dalla pandemia Covid 19. Inoltre con un’ulteriore spinta ai prezzi è arrivata dai produttori di energia che si sono allontanati dal costoso gas e dal carbone per passare all’olio combustibile e al diesel.

Nel frattempo, un forte calo delle scorte di petrolio negli Stati Uniti e nei paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico dovrebbe mantenere ridotta l’offerta globale.

Se il petrolio raggiungesse quota 100 dollari non sarebbe una sorpresa:le indicazioni dell’analisi grafica

Il petrolio  (prezzo in tempo reale) ha chiuso la seduta del 15 ottobre a quota 82.28 dollari in rialzo del 1,19% rispetto alla seduta precedente. La settimana si è chiusa con un rialzo del 3,69% rispetto alla chiusura settimanale precedente.

Time frame giornaliero

La chiusura di venerdì è stata superiore all’importantissima resistenza in area81,58 dollari (I obiettivo di prezzo). Si sono aperte, quindi, le porte a una continuazione del rialzo almeno fino in area 88,28 dollari (II obiettivo di prezzo). La massima estensione del rialzo si trova in area 94,88 dollari.

Solo una chiusura giornaliera inferiore a 81,58 dollari farebbe scattare l’inversione ribassista che potrebbe riportare le quotazioni giù almeno fino in area 70 dollari.

petrolio

Time frame settimanale

Quella del 15 ottobre è stata la più elevata dall’ottobre 2018. Soprattutto, dopo che nel corso degli ultimi 3 anni area 80 dollari ha sempre respinto le velleità dei rialzisti finalmente c’è stato il tanto atteso break rialzista.

Con il superamento di area 81,7 dollari le quotazioni dovrebbero dirigersi al rialzo verso gli obiettivi indicati in figura con la massima estensione in area 120 dollari.

I ribassisti potrebbero prendere il sopravvento nel caso di chiusure settimanali inferiori a 81,7 dollari. In questo caso dovremmo ricalcolare gli obiettivi ribassisti.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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