Se fai il pieno in questo modo rischi la galera

Possedere un’automobile in Italia è spesso un lusso. I costi sono infatti molto elevati: si va dall’IVA al 22% all’acquisto fino alla polizza RCA più cara d’Europa. Inoltre, gli automobilisti italiani devono pagare annualmente il bollo auto e sostenere elevati costi per pedaggi e carburanti. In particolare, su benzina e gasolio gravano ben 17 accise che pesano per oltre il 60% del costo finale. Anche con il greggio ai minimi storici, infatti, i carburanti costano sempre abbondantemente più di un euro al litro.

Abbiamo analizzato l’impatto del Fisco sui carburanti in un recente approfondimento. A causa dell’elevato costo, gli automobilisti italiani da sempre si ingegnano per risparmiare quanto possibile. Chi abita vicino ai confini di Stato, quando può preferisce espatriare per fare il pieno. Da qualche anno però, alcuni automobilisti utilizzano l’olio di colza nei motori diesel. Quello che spesso non sanno è che se fai il pieno in questo modo rischi la galera.

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I biocarburanti

L’olio di colza è un estratto naturale commestibile che consente anche di alimentare un motore diesel. La possibilità di utilizzare questo carburante vegetale è ampiamente dimostrata da molte fonti. Addirittura, la normativa comunitaria 2009/28/CE regolamenta i biocarburanti e ne prescrive una percentuale obbligatoria all’interno del gasolio disponibile al distributore. Insomma, usare biocarburanti non solo è possibile ma è anche previsto dalla normativa.

Le prestazioni dell’auto tendono a ridursi e la macchina emana un odore di fritto. Al contempo però, si riducono fortemente sia le emissioni dannose che i costi per gli automobilisti. Infatti, un litro di olio di colza costa circa 50 centesimi, mentre il diesel costa oggi circa 1,20 euro al litro. Ma in passato ha anche superato quota 2 euro. La differenza tra olio di colza e gasolio per autotrazione è sostanzialmente pari all’ammontare delle accise previste per quest’ultimo. Insomma, con la colza non paghiamo le tasse.

Se fai il pieno in questo modo rischi la galera

Un pieno di olio di colza causa, quindi, mediamente circa 30 euro di minori entrate per lo Stato. Per questo motivo il Fisco lo considera un’illegale evasione delle accise. L’Agenzia delle dogane con la circolare 7/D del 3 febbraio 2005 ha disciplinato il trattamento fiscale dei cosiddetti biodiesel. L’autorità ha anche richiamato l’articolo 40 del D.Lgs 504/1996 che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni. Oltre ad una sanzione variabile dal doppio al decuplo dell’imposta evasa e comunque non inferiore a 7.500 euro. Insomma, usare l’olio di colza per alimentare la propria automobile è davvero pericoloso. Infatti, se fai il pieno in questo modo rischi la galera fino a 3 anni e pesantissime multe. Lo Stato disincentiva fortemente l’uso di carburanti diversi da quelli venduti (e tassati) al distributore. Davvero un peccato se pensiamo al bene dell’ambiente.

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