Quanto si perde se si va in pensione prima?

Quanto si perde se si va in pensione prima di raggiungere l’età pensionabile? L’assegno pensionistico subisce una riduzione importante o si può serenamente valutare la possibilità di un’uscita anticipata dal mondo del lavoro? Il lavoratore che vuole abbandonare la professione prima del previsto deve sapere che l’ammontare della pensione sarà più bassa. Ciò perché man mano che diminuiscono gli anni di contributi che il lavoratore versa in proporzione scende l’importo dell’assegno mensile.

Nell’articolo “A che età si può andare in pensione anticipata?” troverete informazioni relative al requisito anagrafico che occorre per accedere al trattamento previdenziale. Vediamo adesso di calcolare quanto si perde se si va in pensione prima. Il contribuente che smette di lavorare prima riceve con qualche anno di anticipo l’assegno mensile e non versa più contributi all’Ente previdenziale. Se da un lato ciò rappresenta un vantaggio, dall’altro il rateo mensile subisce una perdita.

Quanto si perde se si va in pensione prima?

Non ci sono penalizzazioni per il contribuente che sceglie il prepensionamento. Più semplicemente la retribuzione mensile sarà di importo inferiore perché più breve è la sua storia contributiva. All’aumento del  montante di contribuzione, corrisponderà un assegno pensionistico più consistente. L’importo del rateo mensile potrebbe diminuire anche del 20/25% a seconda del sistema di calcolo che si adotta.

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Di solito la pensione anticipata prevede due anni e mezzo in meno di attività lavorativa. Se il calcolo della pensione si basa sul sistema contributivo si prende in esame l’ammontare complessivo dei contributi che il lavoratore ha versato. In tal caso si moltiplica il montante dei contributi per un coefficiente di trasformazione la cui percentuale cambia in relazione all’età.

Se invece per il computo dell’assegno pensionistico si ricorre al sistema retributivo può accadere che il lavoratore non perda nulla. Ciò perché si tiene conto del numero delle settimane in cui il contribuente ha lavorato. E il tetto massimo di settimane che rientrano nel calcolo corrisponde al numero di settimane che il lavoratore ha accumulato entro il 2011. Se invece si utilizza il sistema misto il numero limite di settimane da considerare giunge fino al 31 dicembre 1995. Nel sistema retributivo spetta al lavoratore fare una previsione degli stipendi che percepirà e valutare in che misura un’uscita anticipata farà diminuire l’assegno.

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