Quanto perde sugli assegni INPS chi va in pensione con Opzione Donna 2021?

Se si decide di concludere la carriera lavorativa in anticipo conviene sapere quanto perde sugli assegni INPS chi va in pensione con Opzione Donna 2021. Non sempre infatti, uscire prima dal mondo del lavoro può avvenire senza subire tagli e penalizzazioni. Chi può contare su altre fonti di reddito o potrà godere di una pensione integrativa potrebbe anche non valutare le conseguenze negative che talvolta comporta l’anticipo pensionistico. Al contrario, chi dovrà fronteggiare le spese della terza età con il solo rateo pensionistico farebbe bene a valutare il peso delle decurtazioni.

Non sembra superfluo sottolineare che l’importo delle pensioni diminuisce in proporzione alla maggiore o minore anzianità contributiva del lavoratore. Una lunga storia assicurativa garantisce la liquidazione da parte della casse previdenziali di somme di denaro oltremodo dignitose. Quando invece si interrompe la carriera qualche tempo prima diminuisce l’importo spettante con un impatto negativo sul tenore di vita. Per avere un’idea della consistenza dei ratei rimandiamo all’articolo “A quanto ammontano le pensioni INPS con meno di 40 anni di contributi?”. Per sapere invece quanto perde sugli assegni INPS di chi va in pensione con Opzione Donna 2021 occorre prendere in esame alcuni fondamentali fattori.

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Quanto perde sugli assegni INPS chi va in pensione con Opzione Donna 2021?

A subire i tagli più consistenti sugli assegni pensionistici sono i lavoratori per i quali si ricorre al calcolo contributivo per l’individuazione dell’importo spettante. Ha diritto al canale di pensionamento Opzione Donna la lavoratrice che accumula almeno 35 anni di contribuzione. Il requisito anagrafico necessario presuppone invece il raggiungimento dell’età di 58 anni per le contribuenti dipendenti e di 59 anni per le autonome. Al vantaggio di abbandonare prima la professione si oppone lo svantaggio delle penalizzazioni sugli assegni mensili.

I tagli sugli importi mensili oscillano tra il 25% e il 30% rispetto alle somme di denaro che si percepirebbero se si adottasse il sistema di calcolo misto. Prendiamo come esemplare la situazione di una lavoratrice di 62 anni in possesso di 35 anni contribuzione che non intende aspettare i 67 anni per lasciare l’impiego. Avvalendosi del canale di pensionamento Opzione Donna dovrà contare unicamente sul sistema di calcolo contributivo e riceverà all’incirca 21.000 euro di assegni annui. Con il sistema retributivo riceverebbe invece un trattamento previdenziale su base annua approssimativamente pari a 30.000. Ovviamente si tratta di cifre puramente indicative che servono alle Lettrici per farsi un’idea delle somme di denaro cui dovrebbero rinunciare per anticipare il pensionamento.

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