Quanti anni di contributi servono per andare in pensione nel 2021?

Quanto anni di contributi servono per andare in pensione nel 2021? Il lavoratore dovrà avere una storia contributiva più lunga di quella richiesta per il 2020? Per  quanti anni ancora dovrà lavorare prima di percepire l’assegno pensionistico? L’Istituti di Previdenza sociale ha aggiornato i requisiti anagrafici e contributivi per accedere al trattamento previdenziale? Questi gli interrogativi che tormentano i lavoratori che desiderano concludere la carriera lavorativa e godere del tempo libero.

In un precedente articolo abbiamo suggerito ai nostri lettori “Come ottenere due anni di contributi gratis per la pensione Inps”. Adesso analizziamo le condizioni  e i requisiti necessari per poter formulare la domanda di pensionamento o di prepensionamento già a partire dal prossimo anno. In particolare verificheremo in due minuti quanti anni di contributi servono per andare in pensione nel 2021. Prenderemo in esame non solo il conseguimento della pensione minima, ma anche quella anticipata, per lavoratori precoci e di vecchiaia.

Quanti anni di contributi servono per andare in pensione nel 2021?

Il lavoratore che mira ad andare in pensione prima del previsto deve aver accumulato 42 anni e 10 mesi di contributi. Il montante contributivo per il prepensionamento diminuisce in presenza di lavoratrici donne. Per queste ultime sono sufficienti 41 anni e 10 mesi di contribuzione e non si tiene conto di alcun parametro anagrafico.

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Chi invece vuole accedere alla pensione di vecchiaia deve necessariamente aver  compiuto 67 anni e possedere almeno 20 anni di contribuzione. Ricordiamo difatti che l’Inps non prevede la cosiddetta finestra mobile per chi accede al pensionamento di vecchiaia. Ne consegue che si matura il diritto a percepire il rateo pensionistico il giorno immediatamente successivo al conseguimento dei requisiti necessari.

I lavoratori che invece hanno svolto impieghi gravosi possono richiedere il trattamento previdenziale se in possesso di 30 anni di contribuzione. Tali lavoratori approdano alla pensione di vecchiaia in leggero anticipo, ossia a 66 anni e 7 mesi perché fisicamente provati dalle occupazioni professionali. Le categorie degli impieghi gravosi comprendono difatti operai siderurgici, autisti di camion, personale infermieristico, facchini, insegnanti di scuola materna, operatori ecologici e altri professionisti.

La legge 232/2016 ha disciplinato la riduzione del montante contributivo per accedere al prepensionamento di alcune categorie professionali. Nello specifico, si rimanda all’allegato C della suddetta legge per conoscere l’elenco dettagliato delle professioni cosiddette gravose.

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