Quante sono e quanto durano le varie fasi del morbo di Alzheimer

Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è una forma di demenza ed è la più diffusa e la più diagnosticata nella popolazione. Le diagnosi vanno dal 50 all’80% dei casi. Il nome della malattia deriva dal neuropatologo tedesco, Alois Alzheimer, che nel 1906 fu il primo a riuscire a individuare e descriverne le caratteristiche. Ad oggi non c’è una cura e si tratta di una malattia degenerativa.

Qui di seguito scopriremo, tuttavia, quante sono e quanto durano le varie fasi del morbo di Alzheimer per dare una maggiore consapevolezza ai malati, ma anche a tutte le persone che devono assistere i malati di Alzheimer. Naturalmente, rivolgersi al proprio medico e poi fare tutti i controlli del caso è necessario per intervenire in tempo e cercare di rallentare la malattia.

Quante sono e quanto durano le varie fasi del morbo di Alzheimer

Gli esperti hanno individuato una serie di fasi, oppure “tappe”, del percorso dell’Alzheimer. Queste fasi sono sette e descrivono nei dettagli che cosa la persona sente e manifesta. L’elenco è il seguente:

Prima fase, nessuna disabilità. La persona non avverte nessun sintomo, nemmeno il medico può individuarli perché tutte le funzionalità sono nella norma.

Seconda fase, declino cognitivo molto lieve: la persona segnala di avere dei vuoti di memoria, dimenticando dove posiziona gli oggetti o cose strettamente familiari.

Terza fase, declino cognitivo lieve. In questa fase i sintomi iniziano a manifestarsi, le persone attorno se ne accorgono e anche il medico è in grado di valutarli. I sintomi sono difficoltà a ricordare i nomi di persone appena presentate oppure di informazioni appena lette, difficoltà nello svolgere compiti in contesti sociali, perdere oggetti di valore.

Quarta fase, declino cognitivo moderato. Questa fase comporta la dimenticanza della propria storia personale, di eventi recenti, difficoltà nello svolgere compiti abituali come fare la spesa, difficoltà a fare semplici calcoli aritmetici.

Quinta fase, declino cognitivo moderatamente grave: a questo punto l’Alzheimer è ad un livello intermedio, la persona non riesce a ricordare il proprio numero di telefono, l’indirizzo di casa, il giorno e il luogo in cui si trova.

Sesta fase, declino cognitivo grave: la persona ha bisogno di aiuto nello svolgere le attività quotidiane come vestirsi bene, andare al bagno, inizierà ad essere irrequieta, a fissarsi su alcune idee o su alcuni comportamenti compulsivi.

Settima fase, declino cognitivo molto grave: l’Alzheimer è in stadio avanzato, nonostante la persona riesca a parlare, non riuscirà più a muoversi, a coordinarsi, non saprà interagire con l’ambiente e con le persone attorno, i muscoli tenderanno ad irrigidirsi e la deglutizione sarà molto complicata.

Possibili trattamenti

Come accennato, una diagnosi precoce è fondamentale in modo da intervenire tempestivamente e riuscire almeno a rallentare la malattia. Si può fare con alcune terapie non farmacologiche come la fisioterapia, la terapia comportamentale, la stimolazione cognitiva. Poi c’è una terapia farmacologica tipica delle prime fasi e delle fasi più avanzate.  Questa consiste nell’uso di inibitori dell’acetilcolinesterasi, antidepressivi, antipsicotici.

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