Pregliasco corre alle regionali in Lombardia: “colmare il gap tra medici di famiglia e ospedali”

Pregliasco corre alle regionali in Lombardia

Fabrizio Pregliasco, Direttore sanitario del Galeazzi-Sant’Ambrogio ma soprattutto noto in tutta Italia a causa della pandemia, si candida per le elezioni regionali in Lombardia. Scende in campo con all’interno di una lista civica a sostegno di Pierfrancesco Majorino, eurodeputato in quota PD ed ex assessore comunale. 

La sfida si giocherà contro Attilio Fontana e Letizia Moratti. Così mentre in questi giorni tanti guardano attoniti alla forte discesa dei mercati americani, il benessere sociale si misura anche con l’efficienza di alcuni settori come quello sanitario. «Rendere ancora migliore la Sanità in Lombardia e colmare il gap tra medici di medicina generale e Ospedali», è uno dei propositi cui tiene molto il virologo.

Lei si candida perchè?

«Per evidenziare l’importanza del terzo settore nella società. Da sempre sono attivo nel sociale e ho una lunga esperienza all’interno dell’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze). Qui sono stato volontario e poi Presidente. Mi presento in una lista civica per il candidato di centrosinistra Majorino. Mi è stato chiesto, ci ho pensato e ho deciso». E così Pregliasco corre alle regionali in Lombardia.

Pregliasco ha una lunga esperienza all’interno dell’Anpas

Pregliasco ha una lunga esperienza all’interno dell’Anpas-proiezionidiborsa.it

Stare dalla parte del centrosinistra in Lombardia è un’impresa audace….

«È la mia area e poi sono in una compagine civica. Il mio scopo è mettermi a disposizione della politica. Gli elettori hanno avuto modo di conoscermi e possono scegliere. Sebbene la Lombardia sia la locomotiva d’Italia credo ci siano margini di miglioramento ulteriore in netta discontinuità colo passato». 

Già prima delle Politiche c’era chi diceva che la pandemia per i virologi è stata un po’ come il terremoto per l’Irpinia: nella tragedia, si accendono dei riflettori.

«Di fatto sono conosciuto e l’elettore ha conosciuto le mie competenze e quello che sono capace di fare. Ma questo vale anche per il percorso precedente, per quanto fatto in Lombardia negli anni addietro»

Chi sceglierebbe tra i tre papabili alla segreteria del Partito Democratico?

«Io sono un civico ritengo che gli elettori del PD, cioè i cittadini, tramite le primarie possono scegliere. Oggi mi sento non direttamente implicato in termini di appartenenza politica. Per me il civismo e la cittadinanza attiva sono elementi importanti per un cambiamento importante della politica dal basso»

Lei dice di voler migliorare la Sua terra. In cosa?

«Sicuramente nella maggiore attenzione agli ultimi: anziani e disabili che tra l’altro richiedono il 70% delle risorse del Servizio Sanitario. Occorre riorganizzare la filiera dei servizi. È evidente che c’è una fragilità che è emersa con il Covid e questa va sanata» 

Si deve dare maggiore attenzione ad anziani e disabili

Si deve dare maggiore attenzione ad anziani e disabili-proiezionidiborsa.it

Ad esempio? Se Lei dovesse agire subito, cosa farebbe?

«Sono necessari una serie di servizi per colmare quel gap tra medici di famiglia e ospedali e va attuato in tempi rapidissimi. Ad esempio sono previste delle aggregazioni funzionali tra medici di medicina generale. In questo momento un anziano fragile per fare una radiografia con ricetta non sa come arrivarci in tempi ragionevoli a meno che non ha una rete personale e questo non va bene».

Secondo alcuni l’autonomia differenziata farà ancora più male al Sud… e due registi che hanno girato un docufilm sulla chiusura dell’Ospedale di Cariati dicono che in fondo questo “conviene” alla Lombardia….. Lei cosa ne pensa?

«Credo che i cittadini hanno diritto ad un servizio efficiente vicino, prossimo all’area in cui vivono. Un tempo c’erano reparti piccoli non sempre con una dimensione operativa specializzata. È chiaro che poi le eccellenze possono esprimersi in modo diverso. L’auspicio è che il diritto ad un servizio di qualità sia garantito ovunque»

Pregliasco corre alle regionali in Lombardia. Per chiudere, il Covid sta finendo o ci conviene pensare sia così?

«C’è un eccesso nel far passare il tutto come ormai alle spalle una volta per tutte. Il problema rimane, siamo in una “fase onda e non ondata”. Contestualmente è diffusissima l’influenza. Siamo in una fase di convivenza e continueremo ad avere onde di salita e discesa del Covid. Dobbiamo tener conto di alcune prescrizioni: la mascherina non è obbligatoria ma non c’è il divieto di utilizzarla e poi la vaccinazione che è raccomandata soprattutto negli anziani e per i soggetti fragili. Si tratta di armi di prevenzione molto utili e importanti»

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