Pochi sanno che l’INPS riconosce subito fino a 2 anni di contributi in più per motivi familiari 

La vita di ognuno di noi è costellata da molteplici eventi belli o brutti che a volte possono impattare in ambito lavorativo. Proprio per questo il nostro legislatore ha previsto varie misure per favorire chi possa trovarsi in determinate situazioni. Si pensi ad esempio ai permessi riconosciuti ai titolari di Legge 104 o anche alle pensioni di invalidità previste in virtù di determinate patologie invalidanti. A tal proposito, queste comuni malattie riconosciute come croniche potrebbero essere l’anticamera della pensione di invalidità.

Ma il nostro legislatore anche al di fuori delle ipotesi di cui alla Legge 104 ha previsto varie forme di tutela. Ad esempio pochi sanno che si possono ottenere 30 giorni di congedo pagato senza Legge 104.

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Pochi sanno che l’INPS riconosce subito fino a 2 anni di contributi in più per motivi familiari

Allo stesso modo ha previsto misure per consentire ai lavoratori che dovessero trovarsi in determinate situazioni di non perdere anni di contributivi. A tal fine ha previsto il cosiddetto riscatto di anni contributivi. Infatti pochi sanno che l’INPS riconosce subito fino a 2 anni di contributi in più per motivi familiari, ai sensi della Legge n.53/2000. Raramente infatti la nostra attività lavorativa non subisce ostacoli. Infatti potrebbero esserci periodi di sospensione anche abbastanza lunghi, a causa di particolari situazioni familiari che non vengono retribuiti dal datore di lavoro. Per questo il legislatore ha concesso la possibilità, a determinate condizioni di riscattare quegli anni. Il riscatto, infatti, è lo strumento attraverso cui il lavoratore pagando un onere copre alcuni periodi espressamente previsti dalla legge e scoperti da contribuzione. A tal proposito molti non sanno che l’INPS assegna diversi anni di contributi in più con una semplice domanda.

In quali situazioni si può fruire dell’aspettativa non retribuita

In particolare la legge consente la possibilità di fruire, qualora ricorrano gravi motivi familiari, di un periodo di congedo fino a 2 anni, non retribuito. Quest’opportunità garantisce al lavoratore di non perdere il lavoro e di riprendere il suo posto e la sua mansione, anche anticipatamente, previo avviso al suo datore. Il lavoratore in questo modo oltre a non perdere il lavoro potrà riscattare questi periodi avvicinandosi così all’accesso alla pensione. Ovviamente però il riscatto è oneroso e ad esclusivo carico del richiedente.

I gravi motivi devono riguardare il coniuge, i figli, genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle anche non conviventi. Nonché i portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado. I gravi motivi sono elencati dal D.M. n.278/2000. Tra questi, a titolo di esempio, quelli derivanti dall’impegno del dipendente o della propria famiglia nella cura e assistenza di una delle persone suindicate. Al momento di presentazione della domanda, l’interessato dovrà produrre tutta la documentazione attestante i gravi motivi di famiglia.

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