Perché si dice ‘andare in tilt’? La storia ci riporta nei vecchi bar di una volta

Molte espressioni che usiamo quotidianamente nella lingua parlata hanno alle spalle una storia a dir poco affascinante. Alcune di queste storie ci riportano indietro di millenni, altre risalgono appena a decenni fa, ma non per questo sono meno interessanti.

Tra le espressioni italiane più curiose, c’è il detto ‘andare in tilt’, o ‘fare tilt’. Quando qualcosa va in tilt, significa che smette di funzionare o subisce un guasto. Per estensione si può utilizzare anche per le persone, per indicare un atteggiamento confuso o una paralisi di qualcuno.

Ma da dove deriva questa curiosissima espressione? Le sue origini hanno dell’incredibile, e coinvolgono un oggetto amatissimo nel passato, e molto popolare fino agli anni ‘80.

Perché si dice ‘andare in tilt’? La storia ci riporta nei vecchi bar di una volta.

Andare in tilt deriva dal gioco del flipper

Tilt è una parola inglese che significa ‘inclinazione’ o ‘pendenza’. Ma come è arrivata nel linguaggio italiano? Ebbene, l’espressione ‘andare in tilt’ deriva dal linguaggio dei giochi da bar, in particolare del famosissimo flipper.

Perché si dice ‘andare in tilt’? La storia ci riporta nei vecchi bar di una volta.

Il flipper è uno dei giochi più famosi del mondo, diffusissimo non soltanto nelle sale giochi, ma anche nei bar e nei locali di tutto il mondo fin dagli anni ‘60.

Quando il giocatore cercava di influenzare il gioco scuotendo o colpendo la macchina, il flipper ‘andava in tilt’, cioè si bloccava e interrompeva la partita.

Il tilt serviva per evitare la manomissione del gioco

Il meccanismo del tilt serviva per impedire ai giocatori di manomettere la partita. Quando il piano da gioco veniva inclinato, la partita veniva interrotta, e il gioco andava in tilt.

I meccanismi più antichi ‘andavano in tilt’ quando una pallina posta all’interno del cassone del flipper cadeva a causa di un colpo molto violento. Nei modelli più recenti, la pallina era sostituita da un pendolo, più sensibile anche agli scossoni meno violenti.

Un’altra espressione che molti di noi usano senza conoscerne l’origine è quella del ‘bicchiere della staffa’ prima di andare a letto. Ecco perché l’ultimo drink della serata si chiama bicchiere della staffa.

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