Per alcuni Bonus edilizi siamo arrivati in zona Cesarini, è l’ultima chiamata per prenderli al volo

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Con il Decreto Aiuti quater il Governo italiano, guidato dalla Premier e leader di FdI Giorgia Meloni, ha rivisto il Superbonus 110%. Mantenendolo per le villette unifamiliari fino a tutto marzo del 2023. Ma a patto d’aver completato almeno il 30% dell’intervento entro lo scorso 30 settembre del 2022.

Detto questo, per i condomini il Superbonus già dal 2023 scenderà al 90%, mentre per altri Bonus edilizi il Governo di centrodestra non si è ancora espresso. E questo significa che, senza ulteriori interventi legislativi, alcune agevolazioni fiscali andranno a scadenza tra poco più di un mese. Ovverosia il 31 dicembre del 2022.

Per alcuni Bonus edilizi siamo arrivati davvero agli sgoccioli senza interventi legislativi

Su tutti, spicca il Bonus facciate al 60% che, ad oggi, nel 2023 non sarà più accessibile. Mentre il Bonus mobili proseguirà anche nel 2023, ma sarà decisamente meno conveniente. In quanto il limite massimo di spesa su cui andare ad applicare le detrazioni fiscali si dimezzerà. Passando dai 10.000 euro attuali ai 5.000 euro del 2023.

Agli sgoccioli, sempre con la scadenza al 31 dicembre del 2022, è al momento pure il Bonus barriere architettoniche che è al 75%. E lo stesso dicasi, almeno per l’accesso alla detrazione piena al 110%, pure per il Sismabonus acquisti. Che è quello accessibile quando gli immobili sono prima demoliti e poi ricostruiti.

Le detrazioni fiscali salve fino al 2024, dagli interventi nelle zone sismiche al rifacimento dei giardini

Per alcuni Bonus edilizi siamo quindi agli sgoccioli. Mentre per altri ad oggi sono vigenti i provvedimenti del Governo Draghi. Con l’estensione delle agevolazioni fino al 2024. Come per il Bonus ristrutturazioni al 50%, e per il Bonus verde per i lavori di rifacimento dei giardini.

E lo stesso dicasi per l’Ecobonus e per il Sismabonus. Nel ricordare inoltre che, anche se al 65%, il Superbonus, sempre senza interventi legislativi, resterà in vigore fino all’anno 2025. Rispetto al Superbonus al 90% del 2022 ed al 70% per l’anno successivo.

Perché il passaggio dal 110% al 90% per il Superbonus è troppo brusco e penalizzante

Quindi, il Governo di centrodestra guidato dalla Premier Giorgia Meloni, a partire dal 2023 per il Superbonus, non ha fatto altro che anticipare il decalage che, in ogni caso, ci sarebbe stato anche negli anni successivi. Pur tuttavia, associazioni come l’ANCE ritengono che sia penalizzante il brusco passaggio dal 110% di quest’anno al 90% del 2023 proprio per il Superbonus. In quanto questa riduzione andrà a penalizzare maggiormente sia le fasce deboli della popolazione, sia gli interventi di riqualificazione energetica in corso di svolgimento nelle periferie delle città italiane.

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