Pensione di vecchiaia ordinaria e contributiva a 67 e a 71 anni, le differenze

Arrivati ad una certa età diventa indispensabile andare in pensione, soprattutto in questo momento di crisi economica dove il lavoro scarseggia. Non è facile, infatti, trovare una nuova occupazione quando si è avanti con gli anni. E questo non consente di versare altri contributi utili al raggiungimento della pensione anticipata. Quello che non tutti sanno, però, è che esistono pensione di vecchiaia ordinaria e contributiva oltre alla misura di vecchiaia per invalidi. In questo articolo esploreremo tutte le possibilità di pensionamento di vecchiaia cercando di capire le differenze.

Indice dei contenuti

Prestiti 2022

Ecco le Convenzioni, ma non tutti rientrano, perchè?

Verifica subito se rientri

30 - 5051 - 6566+

Clicca sull'età

Prestiti 2022

Ecco le Convenzioni, ma non tutti rientrano, perchè?

Verifica subito se rientri

30 - 50

51 - 65

66+

Clicca sull'età

4 misure per il raggiunto limite di età

Non una sola pensione di vecchiaia ma addirittura 4 misure differenti. Una di queste è dedicata solo agli invalidi del settore privato con almeno l’80% di invalidità. In questo caso la pensione di vecchiaia è anticipata a 56 anni per le donne e a 61 anni per gli uomini. I contributi necessari sono, come per la misura ordinaria, di 20 anni.

A parte questa misura, che come è facilmente intuibile è dedicata ad una platea di beneficiari molto ristretta, esistono altre 3 misure. Una ordinaria e 2 contributive.

Andare in pensione a 67 anni, le diverse possibilità

La pensione di vecchiaia ordinaria prevede l’uscita a 67 anni di età per coloro che hanno versato almeno 20 anni di contributi. Ma questa misura si rivolge solo e soltanto a chi ricade nel sistema di calcolo misto, parte contributivo e parte retributivo. Ovvero a coloro che hanno versato almeno qualche contributo prima del 1996. Negli altri casi la pensione di vecchiaia è contributiva e può essere richiesta o a 67 anni o a 71.

Come è intuibile, quindi, questa tipologia di misura prevede diverse accezioni e non requisiti univoci per tutti. Per chi ricade nel sistema contributivo puro, infatti, oltre ai requisiti differenti, bisogna sottolineare che non è possibile contare sulla cosiddetta integrazione al trattamento minimo.

Pensione di vecchiaia ordinaria e contributiva a 67 e a 71 anni, le differenze

Avere la pensione di vecchiaia contributiva a 67 anni significa essere nella condizione di soddisfare i 3 requisiti che richiede:

  • 67 anni di età;
  • almeno 20 anni di contributi versati;
  • che l’importo della prima pensione liquidata sia pari o superiore a 1,5 volte l’assegno sociale INPS.

Per chi, quindi, non raggiunge una pensione di importo pari o superiore a 702 euro, il pensionamento a 67 anni è rimandato. Ma solo se si ricade nel sistema contributivo puro. In questo caso si centrerà il pensionamento solo al compimento dei 71 anni, quando la pensione di vecchiaia contributiva è liquidata a prescindere dall’importo.

La pensione a 71 anni, che ricordiamo spetta solo a chi non ha contributi versati prima del 1996, necessita solo di 5 anni di contributi per il diritto. Ma bisogna fare attenzione, la pensione, non essendo integrata al minimo, potrebbe avere anche importi molto bassi in questo caso.

Lettura consigliata

Pensione di vecchiaia INPS con e senza contributi, ecco a quanto ammonta

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

Consigliati per te